Dina Sileo, Italia Madre Basilicata: “Questo Centrodestra non mi piace”

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Irene Pivetti a Coffee Break, La 7: “Questo governo è uno dei più stabili, nessuna opposizione incisiva e organizzata”

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Holodomor – l’importanza della memoria

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Italia Madre, “in Basilicata unico partito diretto da donne”

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Irene Pivetti: femminicidio inaccettabile- intervista su Privè, Antenna Sud.

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IRENE PIVETTI LANCIA UN SEGNALE AL GOVERNO: RIVEDERE SUBITO DECRETO GENOVA

In occasione della Conferenza “Salviamo Genova. Uniti per ricominciare” organizzata da Italia Madre, la Presidente Irene Pivetti commenta così l’evento:
“Questa conferenza è stata l’occasione per riflettere sulla realtà della città di Genova dopo il crollo del Ponte Morandi. La prima evidenza è l’assoluta mancanza di una visione coerente da parte del governo: dichiarare di voler rimettere in piedi la città, sostenere gli abitanti e sfruttare adeguatamente le sue risorse non vede seguire soluzioni che tengano conto del valore artistico, storico ed economico del ponte.
Il decreto legislativo approvato oggi – prosegue – sembra ignorare completamente lo sviluppo territoriale, il rilancio delle infrastrutture e le questioni relative all’impatto ambientale che la totale demolizione del ponte porterebbe, considerando i tempi di rimozione di edifici e macerie.
Sottovalutata, per non dire ignorata, è la questione economica. Il decreto prevede, con la sua operazione di demolizione, un dispendio enorme di spese e di tempo, è quindi evidente la mancanza, a monte, di una seria e approfondita analisi dei reali costi di realizzazione.
Si prevede uno stanziamento di 30.000.000 all’anno dal 2018 al 2029. Stiamo di fatto mettendoci seduti comodi aspettando un progetto che durerà 12 anni, con probabilmente anche persone che ci sguazzeranno dentro “mangiando” il possibile!
Da non trascurare infatti è la prevista istituzione di una nuova agenzia che si prenda carico della sicurezza dell’infrastruttura ferroviaria e autostradale, un’agenzia che può procedere all’assunzione di 300 dipendenti con lo stanziamento di un fondo apposito. Se dobbiamo tagliare i vitalizi, e siamo tutti d’accordo, non sarebbe il caso allora di sfruttare le risorse pubbliche con un certo criterio?
C’è la necessità, l’urgenza, di una discussione su questa ipotesi conservativa dell’opera!
Italia Madre vuole con forza riportare al centro i genovesi, le loro imprese. Prendiamo con decisione, fermamente, questa posizione convinti che sia quella sana, quella in grado di ripristinare nel minor tempo possibile le migliori condizioni territoriali, economiche e sociali.

Dina Sileo, Italia Madre Basilicata: “Questo Centrodestra non mi piace”

E’ il volto femminile del Centrodestra lucano che però non pare molto interessato a darle spazio. Dina Sileo, avvocato potentino, presidente dell’associazione Imprese del sud Basilicata, “un’appassionata della politica, non un politico perché -dice- non mi piace definirmi tale”. “Sono una donna impegnata nel sociale che nella propria vita si è sempre messa in gioco per misurare se stessa e mettersi al servizio della società alla quale appartiene”. Coordinatore regionale di Italia Madre Basilicata, ex vicario regionale di Forza Italia, partito in cui ha militato per diversi anni prima dell’abbandono definitivo la scorsa primavera. “Morto un Papa se ne fa un altro, anche perché- ribadisce- non mi piace stare a guardare dalla finestra”.

Lei dice che le piace mettersi in gioco. Lo ha fatto anche nel Centrodestra lucano in vista delle prossime elezioni regionali?

La mia partecipazione nell’ambito di questo centrodestra lucano comincia all’interno di un tavolo indetto a giugno da Forza  Italia. Un tavolo allargato a più forze politiche che si identificassero in un perimetro anti-centrosinistra. In quell’occasione sono stati assunti degli accordi, di carattere più o meno programmatico. Ci si era detto, a giugno, che le forze tradizionali facessero un passo indietro per allargare la coalizione a più identità e avevamo condiviso che la scelta del candidato presidente fosse lasciata al tavolo territoriale.

 A che punto è questo tavolo?

Il tavolo ha perso lo spirito di partenza. La discussione sull’eventuale leader si è spostata magicamente, a settembre, a Palazzo Grazioli tra le forze tradizionali di centrodestra, per cui si è tradito il principio enunciato a giugno. Pertanto allo stato attuale non credo ci possa essere un tavolo allargato. Al momento vedo un protagonismo dei partiti tradizionali e interessati alla designazione del candidato presidente di centrodestra non condiviso dal tavolo territoriale.

E quindi lei è fuori?

Vado avanti per la mia strada. Io sono per la politica vera, quella dei valori, che ha a cuore gli interessi del proprio territorio e dei propri cittadini. Sono una persona di area moderata, assolutamente liberale, fortemente di stampo cattolico. Di centrodestra? Forse sì, ma un centrodestra come lo immagino io.

E come lo immagina?

Certamente non come quello attuale. Al di là di quella che sarà la data delle elezioni c’è una forte esigenza di discutere i temi e questo in Basilicata non sta accadendo. Lo stallo che si è creato intorno all’individuazione della candidatura del governatore ha portato a un disfacimento totale di quello che potesse essere un progetto programmatico. Italia Madre Basilicata, che è un partito di nuova formazione, non ritiene di dover condividere un metodo extra territoriale nella scelta del candidato governatore ma soprattutto non ritiene che la politica fatta nelle stanze chiuse possa sostituirsi a un confronto aperto sui temi del territorio.

Si definisce una persona moderata. Nel centrodestra però ci sono forze che della mancanza di moderazione hanno fatto un vanto. La Lega per esempio.  Cosa ha in comune la persona Dina Sileo, che si definisce fortemente di stampo cattolico, con un leghista che oggi inneggia allo sgombero del Baobab?

Come persona di legge ritengo giusto che lo Stato debba dare principi a tutela dei cittadini, in qualsiasi campo. Tuttavia l’eccesso di principi a volte porta ad uno squilibrio sociale. Uno Stato serio deve essere in grado di dare risposte su più fronti senza creare lo scontro sociale.

Sicuramente accanto ai disperati si imbarcano anche persone che disperate non sono. Su questo ripeto lo Stato deve intervenire. Ma l’Italia deve essere comunque accogliente. Queste persone che fuggono sicuramente lo fanno perché spinte dalla sofferenza, dal dolore e di fronte a ciò io non posso alzare muri.

Perché devo negare a un minore, che il più delle volte si imbarca da solo, o a una qualsiasi persona che fugge dal dolore la possibilità di avere un futuro migliore? Lo trovo umanamente sbagliato. Penso che il mondo appartenga a tutti.

Torniamo alla Basilicata. Quale è la sua idea di centrodestra per vincere le elezioni e quale Centrodestra può produrre un cambiamento in Basilicata?

Una classe dirigente matura e responsabile pronta a governare; che possa superare quel gap tipico del centrodestra che io chiamo autoreferenzialità della classe dirigente e che agli occhi dell’elettore diventa un elemento di debolezza. Il centrodestra lucano non è riuscito, in questi anni, a creare rete sul territorio e a creare una nuova classe dirigente che potesse essere la giusta alternativa a quella del centrosinistra. Serve un centrodestra con nuovi protagonisti, con persone che hanno entusiasmo e amano il proprio territorio e soprattutto che lo conoscano.

Il generale Bardi, indicato come probabile candidato in queste ore, è l’uomo giusto, secondo lei?

Sulla persona Bardi non ho nulla da eccepire. La Basilicata, però, va riprogrammata e per farlo non abbiamo bisogno di decisioni prese nelle stanze romane. In questo attuale centrodestra lucano mi riconosco poco.

Riprogrammare, conoscere amare la Basilicata. L’amore di cui lei parla è lo stesso amore che prova il segretario della Lega Basilicata quando scrive che Luca Zaia sarebbe il governatore perfetto per la Basilicata, considerato che il governatore del veneto è uno dei sostenitori del federalismo differenziato che priverebbe di risorse il Sud e quindi la Basilicata?

Credo che il segretario della Lega si riferisse a Zaia come modello di amministrazione virtuosa ed efficiente qualità che non dipendono dall’appartenenza politica. Aggiungo che Zaia secondo me fa bene a pretendere l’autonomia del Veneto. Una cosa che sarebbe potuta accadere anche in Basilicata se la classe dirigente avesse avuto più orgoglio. La Basilicata non ha nulla da invidiare al Veneto in termini di risorse. La differenza l’ha fatta chi ci ha amministrato sino ad oggi.

Diversa cosa sono le prove muscolari che qualche leghista ostenta. Una regione non si amministra con le prove di forza, con i tweet ad effetto ma con il contatto con le persone. Si può essere risoluti ma con moderazione umiltà. Non amo ragionare per slogan, non mi piace alzare i toni, non mi piace che si parli solo alla pancia delle persone. Se credo nelle mie idee sono capace di scelte forti ma non le grido.

Rimane il fatto che Zaia non fa certo gli interessi del Sud. Non ce la faccio a farle dire una cosa cattiva sulla Lega. Forse perché il presidente del suo partito ha un passato leghista?

No, e questa domanda non mi imbarazza. Anzi mi dà l’occasione per chiarire ulteriormente che è vero che Irene Pivetti nasce nella Lega di Bossi ma quello che spesso non si racconta è che è stata espulsa per la sua visione di una Lega allargata e non secessionista che dovesse allargare il modello di federalismo a tutto il territorio nazionale.

Con Irene Pivetti, lei ha esordito ufficialmente alla guida di Italia Madre Basilicata andando a visitare il Centro Olio Eni. Come le è venuto in mente? Non sarebbe stato più giusto fare una visita a chi da anni subisce le angherie della multinazionale?

L’apertura di campagna elettorale al Centro Olio di Viggiano è stata fortemente voluta da me. Ho fatto una scelta impopolare, lo so, perché l’impianto Eni, così come il petrolio in Basilicata è una realtà che esiste. Per cui, prima di parlarne, volevo vedere con i miei occhi, capire cosa effettivamente è il Centro Olio. Ovviamente questa cosa ha dato fastidio a chi ha ritenuto che io dovessi prendere il toro per le corna.

E invece lei come lo prenderebbe il toro (Eni)?

Ragionando in maniera veramente molto serena, rispetto assolutamente la posizione degli ambientalisti. Se essere ambientalista significa amare il proprio territorio e tutelarlo sono ambientalista anch’io. Italia Madre ha un concetto di Basilicata che punti soprattutto allo sviluppo, che non significa solamente sfruttamento di una risorsa e questo intendo precisarlo perché nella polemica scaturita il giorno dopo la mia vista al Centro Olio probabilmente è stato frainteso quello che io intendevo fare. Quella è una realtà industriale che esiste e bisogna tenerne conto. Avrei potuto scegliere di andare alla Fiat di Melfi, sarei stata di certo meno impopolare.

Si va bene, ma petrolio sì o petrolio no?

Il problema del petrolio è un problema molto, molto delicato che abbiamo ereditato.  Ho sempre ritenuto che le risorse della Basilicata dovessero essere gestite dalla Basilicata, difese dagli amministratori della Basilicata e certamente non sottomesse ad un interesse nazionale dello Stato perché ovviamente nelle stanze romane non si pensa agli squilibri che una risorsa come il petrolio provoca. Ho manifestato, con orgoglio, contro lo Sblocca Italia. Amministratori intelligenti avrebbero dovuto saper coniugare lo sfruttamento di una risorsa con la tutela dell’ambiente e della salute.

La tutela di ambiente e salute non pare sia stata il fiore all’occhiello di Eni, né dei governi regionali precedenti. Nei prossimi mesi c’è da riprogrammare gli accordi con il Cane a Sei Zampe. Secondo lei il nuovo governatore come dovrebbe comportarsi?

Eni ha avuto una concessione, questi contratti andranno riprogrammati. In questo percorso ci sono stati degli incidenti gravi e tra le responsabilità più grandi c’è quella di omessa vigilanza da parte di chi era tenuto a farlo. Non è lo sfruttamento della risorsa il problema ma come viene sfruttata, chi la sfrutta e quanto sono presenti le istituzioni in questo processo. Mi pare di aver visto in vent’anni di estrazioni solo uno scambio tra Eni e Regione o Comuni interessati dalle trivelle: io sfrutto e tu ti prendi i soldi per tenere in piedi il bilancio regionale o fare il campo da calcio. La classe dirigente lucana rispetto alla questione petrolio non ha mai preso sul serio quella che era la potenzialità della risorsa in termini economici e quelle che erano le conseguenze che un’attività industriale di questo tipo avrebbe provocato. Così come non ha preso in considerazione attività industriali più piccole che tuttavia hanno contribuito ad inquinare questa terra.

Mi svela qualcosa del suo programma?

Volentieri e approfitto per dare una risposta all’amico Antonio Mattia sugli assessorati. Io penserei ad un assessorato alla Programmazione. Della programmazione del territorio non si parla da anni. Questo è una delle cose che farei per creare le condizioni di sviluppo per la Basilicata. Penso a un assessorato alle Opportunità, preposto a programmare le opportunità in termini di innovazione tecnologica e imprenditoriale, rivolto ai giovani in primo luogo, ma anche a tutti coloro che sono fuori dal mercato del lavoro e che possano trovare all’interno delle attività programmate risorse e spazio per mettere in piedi iniziative virtuose e funzionali per la Basilicata.

Essere donna pesa nelle interlocuzioni al tavolo di centrodestra?

Non so. Ritengo di essere una persona che ha un’alta autostima. Forse non me ne sono accorta. Ovviamente c’è un retaggio culturale non abituato ad una presenza femminile, non in quanto donna in sé, ma in quanto determinata e con coraggio. Non so se questo spaventa, ma sicuramente imbarazza.

All’interno del centrodestra sembra esserci poco spazio per persone nuove non coinvolte nella vecchia politica. E’ così?

Io sono appassionata della politica da trent’anni, certo sono una nuova protagonista all’interno di centrodestra. Ritengo di essere una persona fortemente coerente e molte volte confrontarsi con una persona coerente e decisa non è semplice. Perché si dice che la politica è compromesso. Per me non è compromesso ma è mediazione. Se si accetta il compromesso vuol dire che si mette in discussione la propria coerenza.

Quindi alle prossime elezioni regionali corre da sola?

Mi rendo conto di aver fatto una scelta coraggiosa ma del coraggio ho fatto la mia ragione di vita per cui non ho paura e nelle competizioni future mi metterò in gioco con la mia quadra. Nel frattempo se mi inviteranno valuterò il da farsi ma nel frattempo non aspetterò le decisioni prese nelle stanze politiche. Non aspetto più, sto completando la lista di Italia Madre con persone di qualità, competenti e motivate a cambiare la rotta. Io non aspetto che altri mi scrivano il programma. Il programma della Basilicata me lo sono scritto da sola.

Perché il centrodestra non la indica come governatore?

Lo chieda a loro. Se avessi partecipato ad alcuni tavoli in cui in molti si sono auto proclamati non avrei avuto problemi a fare il mio nome perché ritengo di avere un percorso credibile e coerente all’interno del centrodestra e quel minimo di competenze tecniche necessarie per essere un governatore e ritengo di avere una marcia in più perché amo veramente questa terra.

Allora, Dina Sileo governatrice della Basilicata?

Al momento governo il mio cane che mi sta aspettando a casa per la passeggiata pomeridiana. Per il resto sto lavorando. Saranno i lucani a decidere.

per l’intervista originale:

https://www.basilicata24.it/2018/11/dina-sileo-italia-madre-basilicata-centrodestra-non-mi-piace-60337/?fbclid=IwAR2C0ha1BJcv81f4QzmV7nwzg6Q7i6gj8u2D9jSdJqFxmk9yhXyXFOQNr7o

Irene Pivetti a Coffee Break, La 7: “Questo governo è uno dei più stabili, nessuna opposizione incisiva e organizzata”

http://www.la7.it/coffee-break/video/irene-pivetti-italia-madre-questo-%C3%A8-un-governo-particolarmente-stabile-nessuna-opposizione-09-11-2018-255206?fbclid=IwAR2OySLkQd-ZlmJeJTsPDvUqpuyDpTyFLbcSJpi0PP3UFM7rnitFzZCCuY4

Irene Pivetti (Italia Madre): ”Questo è un governo particolarmente stabile, nessuna opposizione organizzata’. Il problema del Paese è quello della crescita economica e la chiave sono gli imprenditori. Il problema della giustizia è quello della lentezza della giustizia civile, per il bene delle imprese’.
l’intervento della Presidente Irene Pivetti Coffee Break La7

per guardare il video completo cliccare sul link o visitare la pagina facebook “Italia Madre”.

SALVIAMO GENOVA. UNITI PER RICOMINCIARE – IL CONVEGNO ORGANIZZATO DA ITALIA MADRE

15 Novembre ore 10.30 – Sede Only Italia – Milano

“Salviamo Genova. Uniti per ricominciare”.

Vi aspettiamo al Convegno Nazionale, con esperti e professionisti di diversi settori. Una fotografia professionale, culturale e politica per capire come agire in maniera efficace e tempestiva, e per restituire al territorio ligure l’eccellenza e l’importanza che merita.

Holodomor – l’importanza della memoria

Si tratta del più vasto genocidio perpetrato ai danni di un popolo nel ventesimo secolo, dopo
l’olocausto, eppure sembriamo averne perso la memoria.
Holomodor è una parola che il popolo ucraino conosce profondamente ed il suo significato letterale
è “infliggere la morte attraverso la fame”.
Holomodor, non dobbiamo farci confondere dalle traduzioni, sono però anche le torture e gli
omicidi compiuti dai soldati della Russia Stalinista nei confronti dei contadini Ucraini dal 1929 al
1933; i numeri di questa nera pagina di storia sono a dir poco strazianti, parliamo di 5 milioni di
morti, che secondo alcuni analisti arrivano fino a 10 milioni, se si considerano anche i deceduti
negli anni immediatamente successivi alla carestia per le angherie subite.
Nella giornata di Sabato 3 Novembre, si sono riuniti presso la sala della Croce Rossa di Ceriale il
vice capo missione dell’Ambasciata Ucraina a Roma, dott. Dimitri Volovnykiv con il Dott.
Antonio Costanzo ed il Dott. Andrea Torracca (membro del coordinamento nazionale del partito
ITALIA MADRE), per ricordare e parlare, anche in chiave presente, di quanto accaduto negli anni
trenta in Ucraina. Una commemorazione ed una riflessione che guarda il passato cercando di farne
cultura per l’oggi.
L’Ucranina produceva il 50% della farina di tutta la Russia e le sue terre fertili erano coltivate dai
contadini, che ne erano anche i proprietari, dal 1929 il regime di Stalin avviò la collettivizzazione
delle terre, costrinse al lavoro nei campi la popolazione e requisì tutta la produzione alimentare,
costringendo la popolazione alla fame, venne introdotta la pena di morte per il furto di cibo e per
comprendere le condizioni in cui la popolazione fu costretta, basta leggere i diari della polizia
segreta di Kiev che registrano a centinai gli episodi di cannibalismo, la totale scomparsa di cani e
gatti e perfino casi di genitori che toglievano la vita ai propri figli per nutrirsene.
Un crimine immenso e terribile, che tuttavia non ha ancora trovato pienamente giustizia. Escluso
dalla Convenzione sul Genocidio del 1948 redatta sotto la forte influenza Russa, Holomodor è
stato riconosciuto un crimine contro l’umanità solo nel 2003 dall’Onu e più tardi nel 2008, dal
Parlamento Europeo; sempre nel 2008 L’Ucraina ed altri 19 paesi hanno sancito che quanto
avvenuto dal 1929 al 1933 per mano del regime di Stalin si configura come Genocidio, tuttavia stati
di primo piano quali Italia, Francia e Germania non hanno ancora aderito a tale riconoscimento.
L’evento terribile, che ha caratterizzato quei primi anni 30, è stato un atto violento e crudele dettato
dalla prepotenza di uno stato che ha provato a trasformare il naturale sviluppo economico della
nazione, annullando la crescita imprenditoriale agricola per imporre un piano industriale totale. Nel
resto del mondo il 1929 è stato altresì famoso per la crisi finanziaria che ha spazzato via intere
economie con tragiche conseguenze sulle popolazioni. Dimensioni, quella finanziaria speculativa
e quella politica, che troppo lontane dalla realtà dei cittadini si impongono brutalmente e fanno
pagare a questi il conto delle scelte sbagliate. La nostra contemporaneità non può non leggere i
segnali della storia, il passato, anche quando è più difficile, va ricordato ed assimilato, diventando
così la nostra base culturale, l’arma più forte contro errori ed orrori che non possiamo permetterci di
compiere nuovamente, e che dobbiamo riconoscere in tempo affinché vengano evitati.

Italia Madre, “in Basilicata unico partito diretto da donne”

“Accogliamo con favore ed entusiasmo l’invito rivolto alla politica affinché ponga attenzione all’imprenditoria femminile da parte di Lucia Incoronata, Presidente Terziario Donna Confcommercio di Potenza”.

Italia Madre Basilicata nelle persone del Coordinatore Regionale Dina Sileo e dei coordinatori provinciali Gisella Di Giuseppe ed Ilaria Di Pede, accoglie con favore ed entusiasmo l’invito rivolto alla politica affinché ponga attenzione all’imprenditoria femminile da parte di Lucia Incoronata, Presidente Terziario Donna Confcommercio di Potenza. Siamo pronte a confrontarci e a discutere sui temi a sostegno dell’imprenditoria, motore di sviluppo dell’economia lucana, e a sostenere le politiche che consentano di ” dare certezza che il futuro delle nostre imprese passi anche da una rinnovata cultura” come affermato dalla stessa Presidente. Il mondo femminile è assolutamente centrale per noi.

Noi rispondiamo alle rivendicazioni di genere con semplicitàoggettiva. Siamo donne, facciamo politica con passione ed occupiamo ruoli di dirigenza. Forse ma senza forse, siamo l’unico partito in Basilicata che per assoluta combinazione è diretto da donne. Abbiamo una visione del mondo femminile ampio e moderno e forse se “qualcuno” non ci invita ai seminari di ” Ruolo storico delle donne lucane in politica” non ce ne dispiaciamo se non nella misura in cui forse potremmo portare la nostra testimonianza che nella vita, come nella politica, i ruoli non debbono essere riconosciuti da nessuno se non dal proprio impegno quotidiano e dalla determinazione.

Le rivendicazioni fini a se stesse sono anacronistiche mentre il sostegno a coloro che imprendono e si distinguono per modernità ed orizzonti di sviluppo hanno tutto il nostro appoggio. 

Italia Madre Basilicata

per l’articolo:

https://www.basilicata24.it/2018/11/italia-madre-basilicata-unico-partito-diretto-donne-59972/

Irene Pivetti: femminicidio inaccettabile- intervista su Privè, Antenna Sud.

“La violenza sulle donne è una violenza contro la società nel combattere la quale gli uomini, e soprattutto gli uomini in divisa devono essere considerati degli importanti alleati: bisogna lottare insieme, non divisi. Italia Madre è dalla parte di chi subisce violenza (indipendentemente dal sesso) e di chi ogni giorno svolge il proprio lavoro dignitosamente per cercare di aiutare le vittime di questo fenomeno inaccettabile. Intendiamo portare avanti i diritti di chi è stato troppo tempo in silenzio per paura di parlare, questa paura non deve esserci più”.

La Presidente di Italia Madre Irene Pivetti interviene nella trasmissione Privè di Antenna Sud, per parlare di “femminicidio inaccettabile”.

Le donne e il coraggio di denunciare, l’assistenza sociale, le forze dell’ordine e l’importanza di essere e rimanere un punto di riferimento per loro. Tutto questo su Antenna Tv.

 

 

 

Irene Pivetti, la “donna di ferro”, si racconta su Rai 1

Passione per la politica e per uno Stato più “giusto”, amore per la famiglia e per la vita: la “donna di ferro” si racconta con grande intelligenza, emozione, profondità e autoironia da Caterina BalivoVienidamerai, incoraggiando i giovani a inseguire sempre i propri sogni con sacrificio, amore e dedizione.

Il Coordinatore di Italia Madre Milano scrive a Fedez

Lettera aperta del Coordinatore di Italia Madre Milano Marco Civiltà al cantante Fedez per lo scempio creato durante il suo compleanno.
Non è tanto festeggiare in un supermercato ( di dubbio gusto vista la scelta e la fama della catena) quanto il ridere e prendere a schiaffi la povertà e la dignità delle persone sprecando cibo e sentendosi in diritto di poterci fare qualsiasi cosa avendolo ben pagato. Vi sembra l’esempio migliore visto il periodo storico in cui ci troviamo? Quanto questa politica / società è ormai lontana dalla realtà circostante , dal rapporto umano e dalle sue esigenze? Leggiamola insieme …

 

Caro Fedez,

Trovo da milanese, tuo coetaneo e da italiano assai di poco gusto festeggiare il proprio compleanno saccheggiando e bivaccando in un supermercato.

Dapprima Fedez ti sei regalato una Lamborghini e hai festeggiato facendo una marketta ad una nota catena francese (non certo famosa per eticità e sviluppo del lavoro , almeno per quello che riguarda l’Italia) , hai profanato un simbolo della cultura italiana.

Ma più grave è vedere quanto siano lontani gli artisti contemporanei , lontani dal contesto sociale in cui vivono, da cui traggono profitti, un tempo gli artisti almeno impersonavano i disagi giovanili o le problematiche sociali. (Cosa direbbe il tuo -mi verrebbe da dire più nostro- caro e amato Fabrizio De André?)

Lo stesso errore lo ha commesso negli ultimi anni la politica allontanandosi dalla vita reale per cadere tra le braccia di dinamiche prettamente finanziarie e dei cosiddetti poteri forti , andando così a depredare un paese , costringendo aziende a chiudere o nel migliore dei casi vederle o svendere cambiando bandiera e riducendo in povertà milioni di famiglie …

Caro Fedez non mi venire a dire che i soldi ricavati andranno tutti in beneficenza, il tuo è stato uno schiaffo vero alla miseria e alla dignità umana, né serve il tuo pentimento e piantarello “a posteriori” , perché le lacrime le dovresti far scendere leggendo i dati economici/ sociali in cui versa in nostro paese , ti accenno qualcosa…

Gli scoraggiati dati indicano che 6 milioni di italiani si trovano in condizione di povertà assoluta , un dato mai così alto , ci si era avvicinati a quesi drammatici dati solo nel 2005 .

Questo sta a significare che circa 1 italiano su 10 si trova in condizione di povertà assoluta, un dato che mi fa abbrividire.

Ricostruiamo il paese con formule e soluzioni studiate con il buon senso , soluzioni però che portino in avanti il nostro paese , non operazioni sussistenziali che andrebbero comunque a creare a dismisura deficit e inevitabilmente poco dopo a dover effettuare tagli sugli investimenti o un ulteriore aumento delle tasse o peggio dell’aliquota Iva.

Ricostruiamo il nostro Paese,

il Coordinatore Provinciale di Italia Madre Milano
Marco Civiltà

             

Irene Pivetti alla LUMSA: Il “Sistema Europeo”tra coesione e conflitti by CONSUL PRESS

Tavola Rotonda alla Lumsa con la partecipazione dell’Associazione “Italia Madre”   

Martedì 16 Ottobre si è tenuta presso la LUMSA di Roma la presentazione del libro “Un Nuovo Dinamismo per il Sistema Europeo” del Ministro polacco Szczerski, con la partecipazione di IRENE PIVETTI, GIULIO TERZI DI SANT’AGATA, ADOLFO URSO, LEONARDO LOSITO e ANGELO POLIMENO BOTTAI, quale moderatore.  Presente un numeroso pubblico, attento e notevolmente interessato   

Irene Pivetti, Presidente del partito “Italia Madre”, commenta così in apertura:

“L’Europa è ormai da tempo al centro di tensioni politico-economiche importanti  e vede spesso antagoniste due parti essenzialmente legate. Da una parte mi ase petto dalle istituzioni europee una risposta alta a tali questioni, perché ne ho fatto parte e da ex Presidente della Camera so cosa significhi avere tale responsabilità sulle spalle: dall’altra, come cittadina italiana ed europea, ne vivo quotidianamente le urgenze, i conflitti e le esigenze.“

“Questo libro ci fa sentire con forza il senso di privazione e mancanza di comunicazione tra le due sfere, sottolineando  l’esigenza di trovare qualcuno che presidi questa “terra di mezzo” tra il pensiero strutturato, articolato, dialettico sull’Europa e coloro che la vivono nel quotidiano, bisognosi di risposte concrete e costruttive.

“Unione di leggi e di intenti, coesione, dialogo, etica: questi alcuni dei punti fondamentali sollevati dal Ministro Szczerski , i quali richiedono un’immediata ed efficace azione divulgativa affinché diventino patrimonio condiviso. Si sta combattendo una battaglia troppo importante, che non si può combattere senza armi: la cultura è l’unico strumento che può salvare il presente e proiettarci verso il futuro, facendo appello a una democrazia finalmente consapevole. “

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    Comunicato da parte dell’ Ufficio Stampa di 

    ITALIA MADRE,  Sede Nazionale: Via Del Tritone, 169 – Roma

 

                                                                             

 

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ITALIA MADRE  è una nuova formazione politica organizzata ad inizio del corrente anno da IRENE PIVETTI e che risulta già attivamente operativa in più Regioni d’ Italia. Tale Movimento intende sostenere anche lobbysticamente – nella giusta e corretta accezione del termine – le iniziative di imprenditori che vogliono investire sul territorio per migliorare le infrastrutture, la qualità dei servizi e snellire la pesantezza degli apparati burocratici.

Il Movimento è stato recentemente presentato anche a Roma,  in occasione dell’Assemblea Generale delle Cooperative organizzata dal Consorzio Gruppo La Meridiana.  Nel corso di un suo intervento, la Presidente  ha dichiarato: “Ritengo altissimo il valore che il sistema cooperativistico incarna e che è profondamente radicato nel testo della nostra Costituzione. Esso è testimone di valori di cui l’Italia ha estremamente bisogno in questo momento storico, in quanto esempio prezioso di responsabilità e cittadinanza attiva. In un’epoca in cui molte strutture portanti dello Stato, della società, e anche della politica, sembrano dimenticate, Italia Madre – prosegue- è una realtà politica nata per salvaguardare i valori dei cittadini e per difendere gli interessi politici ed economici dei lavoratori. Ciò che dobbiamo difendere e che possiamo insegnare ai paesi esteri è la qualità italiana del lavoro e dei suoi eccezionali lavoratori. Questo è quel made in italy di cui sono estremamente orgogliosa e di cui l’Italia può essere esportatrice diventando un serio punto di riferimento in tutto il mondo.”

–edit by CONSUL PRESS, per l’articolo completo:

http://www.consulpress.net/16-ottobre-alla-lumsa-il-sistema-europeo-tra-coesione-e-conflitti/