Un mare di opportunità

Dott. Maurizio Zara Economist Advisor

L’Italia va in barca, ma da tempo, da decenni, un po’ di maestrale, poca tramontana, libeccio così così tanta calma piatta, e le vele variopinte di colori diversi a seconda del momento, delle circostanze a volte spiegate a volte e molto spesso no.

L’Italia va in barca con tutto quello che ne consegue, sgomitano i marinai, sgomitano i graduati, sgomitano i mozzi come gli alti ufficiali che hanno il timone tra le mani ma se soffia troppo il maestrale dischiudono le vele, meglio la brezza, navigare piano, un moto perpetuo… bordesando bordesando… come dicono a Genova, gli scossoni e le onde non piacciono né alla ciurma né al capitano.

Eppure lo scafo è bellissimo, lucente, sembra nuovo nonostante la sua non più giovane età, la linea, le viti di ottone opache perché poco o mai lucidate ma ancora perfette, i fianchi, il timone e la prua che è lì come pronta a sfidare mari ben più impegnativi di quelli in cui è relegata all’ormeggio danno tutta una parvenza che è anche sostanza di agilità, bellezza, potenzialità.

Gennaio 2018 e più la sino al porto di partenza del 4 marzo abbiamo una nave pronta a partire (non ripartire) a salpare tra le onde e i venti di un 2018 che non dobbiamo augurarci siano favorevoli, la destrezza, l’esperienza e soprattutto l’entusiasmo di chi avrà l’onore di governarla insieme alla sua ciurma ben scelta saprà condurla comunque per mari anche agitati o tempestosi ma con il vento in poppa e la prua alta maestosa e degna di un nome così importante.

Cara Italia, nave che tutto il mondo ci invidia, non certo acciaccata dagli anni, bensì dall’incuria di chi ti ha condotta male fino a queste secche profonde e ha causato danni al tuo scafo non irreparabili, ma prevedibili ed alle tue vele riposte.

Cara Italia auguro a te e a tutti i naviganti che amano i tuo fianchi, i tuoi barlumi, le tue grandezze, e sono tanti di riuscire a donare a te e a se stessi un capitano o meglio una Ammiraglia che sia degna di questa nave e che riesca con la sua forza e integrità e il suo entusiasmo a riscattare l’equipaggio e la ciurma dalla sciatteria di capitani tanto presuntuosi quanto inetti che l’hanno preceduta e che se va bene sono stati nel migliore dei casi inesperti nel navigare anche su laghetti immobili .

Cara scintillante Italia, pronta a salpare nonostante la noncuranza di ciurme mal governate ed equipaggi che pur di svernare al ponte di comando non hanno esitato a svendere parte del tuo prezioso armamentario che rimane comunque, levati e fai uno sforzo in tre direzioni come sintetizzava Mark Twain tanti anni fa “Tra vent’anni non sarete delusi delle cose che avete fatto ma da quelle che non avete fatto. Allora levate l’ancora, abbandonate i porti sicuri, catturate il vento nelle vostre vele. Esplorate. Sognate. Scoprite”

 

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