Holodomor – l’importanza della memoria

Si tratta del più vasto genocidio perpetrato ai danni di un popolo nel ventesimo secolo, dopo
l’olocausto, eppure sembriamo averne perso la memoria.
Holomodor è una parola che il popolo ucraino conosce profondamente ed il suo significato letterale
è “infliggere la morte attraverso la fame”.
Holomodor, non dobbiamo farci confondere dalle traduzioni, sono però anche le torture e gli
omicidi compiuti dai soldati della Russia Stalinista nei confronti dei contadini Ucraini dal 1929 al
1933; i numeri di questa nera pagina di storia sono a dir poco strazianti, parliamo di 5 milioni di
morti, che secondo alcuni analisti arrivano fino a 10 milioni, se si considerano anche i deceduti
negli anni immediatamente successivi alla carestia per le angherie subite.
Nella giornata di Sabato 3 Novembre, si sono riuniti presso la sala della Croce Rossa di Ceriale il
vice capo missione dell’Ambasciata Ucraina a Roma, dott. Dimitri Volovnykiv con il Dott.
Antonio Costanzo ed il Dott. Andrea Torracca (membro del coordinamento nazionale del partito
ITALIA MADRE), per ricordare e parlare, anche in chiave presente, di quanto accaduto negli anni
trenta in Ucraina. Una commemorazione ed una riflessione che guarda il passato cercando di farne
cultura per l’oggi.
L’Ucranina produceva il 50% della farina di tutta la Russia e le sue terre fertili erano coltivate dai
contadini, che ne erano anche i proprietari, dal 1929 il regime di Stalin avviò la collettivizzazione
delle terre, costrinse al lavoro nei campi la popolazione e requisì tutta la produzione alimentare,
costringendo la popolazione alla fame, venne introdotta la pena di morte per il furto di cibo e per
comprendere le condizioni in cui la popolazione fu costretta, basta leggere i diari della polizia
segreta di Kiev che registrano a centinai gli episodi di cannibalismo, la totale scomparsa di cani e
gatti e perfino casi di genitori che toglievano la vita ai propri figli per nutrirsene.
Un crimine immenso e terribile, che tuttavia non ha ancora trovato pienamente giustizia. Escluso
dalla Convenzione sul Genocidio del 1948 redatta sotto la forte influenza Russa, Holomodor è
stato riconosciuto un crimine contro l’umanità solo nel 2003 dall’Onu e più tardi nel 2008, dal
Parlamento Europeo; sempre nel 2008 L’Ucraina ed altri 19 paesi hanno sancito che quanto
avvenuto dal 1929 al 1933 per mano del regime di Stalin si configura come Genocidio, tuttavia stati
di primo piano quali Italia, Francia e Germania non hanno ancora aderito a tale riconoscimento.
L’evento terribile, che ha caratterizzato quei primi anni 30, è stato un atto violento e crudele dettato
dalla prepotenza di uno stato che ha provato a trasformare il naturale sviluppo economico della
nazione, annullando la crescita imprenditoriale agricola per imporre un piano industriale totale. Nel
resto del mondo il 1929 è stato altresì famoso per la crisi finanziaria che ha spazzato via intere
economie con tragiche conseguenze sulle popolazioni. Dimensioni, quella finanziaria speculativa
e quella politica, che troppo lontane dalla realtà dei cittadini si impongono brutalmente e fanno
pagare a questi il conto delle scelte sbagliate. La nostra contemporaneità non può non leggere i
segnali della storia, il passato, anche quando è più difficile, va ricordato ed assimilato, diventando
così la nostra base culturale, l’arma più forte contro errori ed orrori che non possiamo permetterci di
compiere nuovamente, e che dobbiamo riconoscere in tempo affinché vengano evitati.

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