Pernigotti, spunta l’ipotesi di rilevare dai turchi lo stabilimento di Novi Ligure

Un gruppo laziale sembra aver preparato un progetto ed un piano industriale per evitare la chiusura della fabbrica. Una delegazione RSU Pernigotti sarà presente all’evento di Italia Madre Milano il 19 dicembre come testimonianza della vicenda che ha colpito centinaia di lavoratori italiani. Italia Madre intende tutelare e promuovere il Made in Italy sostenendo gli imprenditori e gli operai e cercando di creare le condizioni necessarie per una ripresa economica concreta.

Novi Ligure – In questi ultimi giorni di dicembre alcuni lavoratori della fabbrica di Novi Ligure dello storico marchio Pernigotti si sono diretti a Milano per allestire un presidio presso gli uffici commerciali, in questi stessi giorni Toksoz gruppo turco, proprietario del marchio, lancia 2 nuovi spot pubblicitari con focus sul torrone e sulla crema spalmabile, nuova entrata nel paniere prodotti.

Due situazioni distanti che corrono su binari divergenti, la società non sembra essere in crisi, promuove nuovi prodotti, ha pagato gli stipendi di novembre; “semplicemente” lo stabilimento di Novi Ligure, ovvero la storia del marchio (di un anno più vecchio dell’unità d’Italia), non rientra più nel piano industriale della multinazionale turca, con buona pace dei 95 lavoratori e delle loro famiglie.

Dal 6 novembre lo stabilimento produttivo è chiuso ma i lavoratori non si sono arresi, sono in presidio permanente e stanno mobilitando le istituzioni e gli imprenditori, per trovare una soluzione
che metta al sicuro le famiglie dei lavoratori. Un gruppo laziale sembra aver preparato un progetto ed un piano industriale per evitare la chiusura della fabbrica, il Ministero dello Sviluppo Economico potrà contribuire all’avviamento di un tavolo per le trattative? Ce lo auguriamo non solo per i lavoratori di Novi Ligure ma anche per il paese che non veda sparire l’ennesimo orgoglio produttivo italiano.

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La solidarietà

In centinaia hanno sfilato ad inizio mese dallo stabilimento di viale della Rimembranza alla centrale piazza Delle Piane, con tanto di fumogeni tricolore, per difendere il lavoro degli oltre cento dipendenti e ribadire l’intenzione di non voler perdere un simbolo riconosciuto del made in Italy. “Non vi lasceremo soli”, ha affermato in lacrime il sindaco Rocchino Muliere, in fascia tricolore come gli altri sindaci del territorio intervenuti alla manifestazione, dietro lo striscione “#salviamolapernigotti”. “Noi chi siamo?”, urla uno speaker. “Siamo la Pernigotti di Novi Ligure. Lavoro, lavoro, lavoro!”.

La Regione Piemonte

“La situazione, purtroppo, è sempre la stessa – afferma il presidente della Regione Piemonte, Sergio Chiamparino, – Tutto è rinviato all’incontro dell’8 gennaio. Come Regione, siamo al fianco dei lavoratori e rinnoviamo l’appello affinché la richiesta di cassa integrazione per cessazione venga modificata in cassa integrazione per ristrutturazione”. “Il nostro unico obiettivo è continuare la storia della Pernigotti. Qui, a Novi Ligure – sottolinea Luca Patelli, uno dei portavoce della protesta dei lavoratori -. Perché la Pernigotti è Novi e come noi abbiamo bisogno della città, la città ha bisogno dell’azienda…”.

L’assemblea dei lavoratori: “Ok a ingresso advisor”

Intanto l”assemblea dei lavoratori della Pernigotti, in presidio dallo scorso 6 novembre, ha dato il via libera all’unanimità all’ingresso nei capannoni di viale Rimembranza dell’advisor, che l’azienda ha detto di avere già individuato. Lo rende noto Franco Pepe, rsu Uila Uil. L’assemblea si è svolta il giorno dopo l’incontro a Milano, negli uffici commerciali dell’azienda dolciaria, con dirigenti e avvocati che rappresentano la proprietà.

I lavoratori in presidio, nel frattempo, sono diventati 95. “Tre hanno trovato un altro lavoro, mentre un operaio e un impiegato hanno accettato il trasferimento nella sede lombarda”. Scelte, precisa Pepe, “che possiamo anche non condividere, ma che dobbiamo accettare. La situazione – sottolinea – inizia a diventare pesante, soprattutto sotto il punto di vista psicologico”.

(Il Faro on line)

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