Festa Internazionale delle Donne: l’augurio della Presidente Irene Pivetti

Questa mattina ho partecipato anch’io ad un piccolo dibattito televisivo sulle donne, in questa giornata capita. Per fare gli auguri alle donne, e agli uomini che sanno voler bene, voglio partire da una frase un po’ sciocca che è stata detta in questa trasmissione, e che invece ci apre un orizzonte magnifico.
Qualcuno se l’è presa col racconto della Genesi secondo cui la donna fu tratta dalla costola di Adamo, come se questa condizione fosse segno di una diminuzione, di una subordinazione della donna all’uomo.
A parte il fatto che è piuttosto sciocco appiattire con una battuta la lettura di un testo immenso come la Bibbia, sacro per alcuni miliardi di persone, per alcune decine di secoli, sarebbe piu saggio accorgersi che con questa pagina l’Onnipotente ci ha consegnato da custodire il grande mistero della complementarità di uomo e donna, premessa necessaria, ontologica prima che antropologica, alla comunione di corpo ed anima che è tanto utile alla nostra felicità, oltre che necessaria al mantenimento della specie.
Detto questo, a tutte le donne che si sentissero sminuite a provenire da una costola, e a tutti gli uomini che vedessero in ciò una qualsiasi forma di superiorità, ricordo che alcuni Padri della Chiesa, al contrario, sin dall’antichità spiegarono che questo semmai fa pensare addirittura ad una preminenza della donna sull’uomo, perché Adamo era stato fatto di fango, Eva invece fu di carne umana. Per dirlo in termini contemporanei, la Bibbia descrive la donna come una evoluzione, un affinamento del progetto originale. La donna, cioè, è l’Umano 2.0. Più completo, piu resistente, persino più bello. 


Auguri a tutte le donne, e a tutti gli uomini che le amano e le rispettano.
Irene Pivetti
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