Nelle mani di Conte… ma dove è finito il centrodestra? Irene Pivetti – Puntata Agorà 29 Agosto

i temi affrontati in questa puntata di Agorà sono stati diversi e scottanti.

SIiuramente il tema forte è quello del centrodestra: con chiarezza la lega ha fratturato il centrodestra, nel momento in cui ha fatto il governo con l’M5S utilizzando dei voti degli elettori moderati. Ecco, in quel preciso istante il centrodestra come lo abbiamo conosciuto noi é finito! C’é bisogno di un nuovo protagonismo, che superi l’idea attuale e che dia nuova linfa agli elettori moderati, e di un centro che gli dia voce con una formula più aggregativa e seria ripartendo dai contenuti reali e dai territori. Allora forse ci sará una chance concreta per un nuovo centradestra, basta con queste minestre riscaldate! Ma non solo, adesso si andrà incontro al governo Conte bis, il cosiddetto governo giallo-rosso. Tante polemiche sono state sollevate riguardo questa “nuova formazione”, come se non seguisse le normali procedure costituzionali e legislative. Bene, mi sono sentita di fare chiarezza su un punto fondamentale.

Non facciamo confusione: un conto è l’indicazione politica di maggioranza delle urne, un’altra cosa è che il Presidente del Consiglio incaricato o qualsiasi altro membro dell’esecutivo debba essere anche membro del Parlamento: questa è una grave scorrettezza grammaticale! Un conto, ripeto, è l’indicazione politica di una maggioranza, e su questo sono d’accordo che la costituzione cartacea è diventata un po’ diversa nella sua applicazione materiale, ma i membri dell’esecutivo non devono necessariamente essere eletti nel Parlamento, questa è una questione completamente diversa dalla formazione delle maggioranze. Questo va a colpire un tema molto importante, perché credo che in questa fase sia molto sbagliato indicare delle figure per forza tecniche e non politiche; membro del Parlamento è una cosa, ed esponente politico è un’altra! Abituiamoci a pensare alla democrazia con tutti i suoi strumenti, altrimenti saremmo in preda, più che al populismo, all’ignoranza. Ma in questo mare magnum, ho cercato di trovare anche un aspetto positivo, e sollevare un tema molto importante.

Il tema unitivo tra le due forze di governo -sviluppo economico e ambiente- sembra essere un tema interessante e sfidante, purché non si risolva nel trasformare l’Italia in un’oasi del wwf. Se ciò serve a reinterpretare lo sviluppo e gli investimenti economici tenendo conto dell’impatto ambientale, mi sembra un fattore estremamente positivo. Ad esempio una delle questioni che purtroppo hanno provocato disastri in italia, cioè il difetto di investimento in infrastruttura ferroviaria rispetto a quella stradale che è stata una delle concause della tragedia del ponte di Genova, potrebbe trovare in questo approccio un forte alleato, perché l’impatto dei costi esterni ambientali di un certo tipo di infrastrutture è molto più basso rispetto ad altri. Quindi un approccio vicino ai contenuti e a una vera efficacia di questi investimenti sarebbe una bella risposta agli imprenditori che in questo momento hanno bisogno di porre soluzioni concrete alle loro domande.

Per il resto, siamo nelle mani di Conte…

per rivedere la puntata:

https://www.raiplay.it/video/2019/08/Agora-Estate-1ec8900d-581c-453e-8ffc-5ab1d8929d4b.html

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *