Rete al femminile: l’identità che fa squadra

Avrei tanto voluto essere con voi sabato mattina. Un impegno con la Rai ha richiesto la mia presenza a Roma, ma ciò nonostante sono con voi, con la testa e anche col cuore
Il vostro impegno è anche il mio, quello cioè di offrire alle donne una opportunità di esprimersi con forza, chiarezza, senza inutili recriminazioni ma nella pienezza della identità di ciascuna. Quel nostro potenziale così individuale e cosi unico, quella nostra capacità di fare più cose contemporaneamente senza perderne di vista alcuna, sì, ma ancor più quella capacità di tessere i rapporti fra le persone e di non lasciarne nessuna indietro, per quanto possibile.
L’elemento nuovo, coraggioso, e giusto, della Rete al Femminile è che il fare rete non diventa istinto della crocerossina, anche se è particolarmente efficiente nel non lasciare soli i più deboli, bensì diventa autentico modello operativo di successo, modello di business perfino, efficace, competitivo.
Di questo avrei voluto parlarvi questa mattina, delle molte esperienze che ho avuto in questi anni con donne e uomini capaci di collaborare per obiettivi complessi e, nel farlo, di costruire rapporti validi per la nostra qualità della vita.
Fa sorridere il provincialismo con cui a volte si esaltano modelli aziendali basati sulla connessione digitale, utilissima senz’altro a moltiplicare le relazioni interne abbattendo i costi di trasferta, e poi ci si dimentica che la capacità tipicamente femminile di tessere relazioni sociali è, dall’inizio dell’umanità, non solo il metodo per nutrire gli affetti, ma anche se non soprattutto la prima origine del PIL mondiale
Gli uomini non cacciavano in branco perché gli animali erano grossi: se fosse stato solo allo scopo di nutrirsi, avrebbero potuto cacciarne di piccoli, e molto meno pericolosi. Cacciavano in branco perché qualcuno poteva poi cucinarli per tutto il gruppo, e trovava più bello condividere una cosa grossa che tenersi ciascuno il suo bottino piccolo. Il fino non solo giustifica, ma DETERMINA, i mezzi.
Sui riti di gestione del cibo, anzi, possiamo dire che si è costruita la prima filiera produttiva della storia. Ed anche dopo le cose sono andate avanti sulla base delle stesse dinamiche: non ci sarebbe stata nessuna via della seta e delle spezie se non ci fosse stato chi le usava per definire le proprie interazioni sociali con abiti di foggia varia, e per cucinare per famiglie di un numero significativo di persone, includendo parenti di grado fino al quarto, personale di servizio, collaboratori, clienti eccetera. Né ci sarebbe stata l’arte, che per definizione va goduta in pubblico, e non nascosta, la musica eccetera.
Insomma, l’umanità cresceva IN QUANTO connessa molto prima di Google.
Ciò che come donne , come professioniste, dobbiamo fare oggi, però, è innanzitutto essere coscienti di questa nostra qualità, uscendo dal vicolo cieco concettuale del “le-donne-non-sanno-fare-squadra” + sospiro di rammarico, e piuttosto rivendicare che si, non facciamo gran che squadra perché il nostro modello non è la squadra, è la rete, e a noi non serve un leader piramidale, ma una leadership diffusa in cui, nella condivisione di un obiettivo, ciascuna di noi vale una squadra. Le amazzoni avevano una regina, ma non i generali.
Ecco, proverei a guardare con più stima a questa impostazione, che spesso la nostra psicologia ci suggerisce, ma la società non capisce, se non addirittura disprezza. È la capacità femminile di tenere insieme in modo elastico e resistente il tessuto sociale che dovrebbe essere studiata, e parlo molto seriamente, per estrarne i parametri sulla base dei quali valutare il rating degli stati, l’affidabilità di un accordo, o il credito bancario.
Ecco, di queste cose avrei voluto parlarvi oggi, con i giusti argomenti e i giusti esempi, e invece posso solo mandarvi questa mia lettera di amicizia e di partecipazione. Spero però, nonostante i contrattempi di oggi, di potere presto incontrarci di nuovo e, mi auguro, assumere insieme qualche iniziativa costruttiva. Guardiamo avanti, facciamolo fianco a fianco
Vi ringrazio. #retealfemminile #pinkthank

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