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Notre-Dame: in fumo una parte della nostra storia e cultura

Ancora non sappiamo se l’incendio di #NotreDame sia dovuto ad un incidente o ad un atto terroristico, ma certo in molti questa sera guardando le immagini di Parigi in fiamme abbiamo rivissuto l’incubo del crollo delle Torri Gemelle di New York nel 2001.
Non ci sono morti, non ci sono le terribili immagini di persone disperate che si lanciano nel vuoto a decine, ma c’è la nostra storia che va in fumo, la nostra cultura, e la nostra fede cristiana, ormai tanto debole da non sapere più difendere abbastanza il tesoro di arte e di amore ricevuto dal passato. D’altronde, Notre Dame era con chiarezza e da tempo un obiettivo strategico del terrorismo, sulla base della stessa logica che ha distrutto i Buddha di Bamiyan per mano dei Talebani nel 2001, o il teatro di Palmira nel 2017 ad opera dell’Isis. Scopriremo nei prossimi giorni se la cattedrale più maestosa dell’Occidente è stata distrutta dal terrore, o da quel che sarà chiamato “tragico incidente”.
In ogni caso sarà colpa nostra, della nostra indegna sciatteria, e criminale incuria di un tesoro cosi grande.
“Siamo nani sulle spalle di giganti”, diceva San Bonaventura nel tredicesimo secolo, mentre la cattedrale veniva costruita: mai come stasera è evidente la nostra inadeguatezza.
È ora che l’Europa 🇪🇺 ritrovi le sue radici, è ora di rialzare la testa e ritrovare con orgoglio la nostra identità.
irene Pivetti #share #condividi

 

Cos’è Italia Madre?

Quando un vostro amico, parente o conoscente vi chiede che cos’è Italia Madre, fategli ascoltare queste parole:

 

Non si può essere servitori dello stato solo quando fa comodo

Sabino Cassese e Raffaele Cantone, secondo le indiscrezioni della stampa, non accettano di entrare nel governo. Chi entra si brucia, pensano, forse con ragione. Ma a che ci servono allora questi pseudo servitori dello Stato, se sono pronti a spendersi solo quando ci sono glorie da raccogliere e non fatiche da fare, o rischi da prendersi? Questi notabili che non si espongono sono un pessimo esempio di senso civico. A questo punto il vero atto di coraggio sarebbe fare un governo di gente comune, persone normali, cittadini per bene e senza titoli particolari, che con spirito davvero di servizio decidano di servire lo Stato qualche mese, per uscire da quest’impasse. Se Mattarella giocasse questa carta, la carta della fiducia piena nelle grandi qualità morali del popolo italiano, darebbe al mondo un esempio cosi forte di Italia unita vera e bella, che persino i ringhiosi tedeschi dovrebbero tacere.

In nome della governabilità, in queste settimane, Mattarella ha tollerato tanti, e anche troppi strappi istituzionali, ad incominciare dal più grave, e cioè che fossero i partiti ad indicare al Presidente il nome del premier, e non il contrario, come prevede la Costituzione

La politica infatti può e deve dare disponibilità a formare le maggioranze, ma non certo esprimere un nome secco, almeno fino a quando non vi sarà una elezione diretta del capo del governo, In questo caso, poi, non si sarebbe nemmeno trattato del capo di una delle forze politiche vincenti, quindi la segnalazione da parte di Salvini e Di Maio era comunque del tutto irrituale.

Ieri sera il Presidente ha spiegato il motivo del suo stop alle fratture della regola. Infatti la lista dei ministri avrebbe portato la sua firma, e perciò il suo avallo. Chi parla di abuso pertanto dimostra di non conoscere, o di non capire, la Costituzione italiana.

 

La Presidente di Italia Madre Irene Pivetti su LA7 a Coffe Break “Salvini ha scelto la responsabilità di futuro leader del Centro Destra”

” Il Movimento 5 Stelle ha un leader morale di fatto, Beppe Grillo, che non ha alcun incarico a livello del Movimento quindi Di Maio è tranquillo. Salvini un anno fa ha scelto la responsabilità di futuro leader del centro destra e i numeri gli stanno dando ragione. La dinamica complessiva della politica in questa tornata elettorale fa giocare al centro destra due partite difficili, una, la definizione di una maggioranza che non c’è, due,  trovare un proprio assetto che non c’è da 30 anni, da quando è nata la stagione politica di Silvio Berlusconi, la Prima Repubblica. L’indomani del voto Salvini ha prima detto e poi confermato di non avere nessuna intenzione di mettere in discussione la coalizione di centro destra, è un leader che è forza trainante. E’ la grande scuola della Prima Repubblica che era capace di fare governi stabili con alleanze di più forze politiche.”

Elezioni politiche. Il simbolo Italia Madre depositato al Viminale

Questo messaggio whatsapp lo condivido con voi

Ho un’amica che è da sempre una professionista del fund raising a favore di Onlus importanti,  là dove devi convincere a sostenere una buona causa, dall’amministratore delegato della grande azienda al telespettatore che manda l’sms solidale.  Conosce il mondo della solidarietà come una mamma i suoi figli. Oggi mi manda questo messaggio su wattsapp,  e io lo condivido con voi

Emanuela Spinucci
Cara Irene, ultimamente tra docenze ed eventi ho avuto la fortuna di scambiare parole e pensieri con tante persone. Più o meno illuminate. Di età diverse. Maschi e femmine. Ho molto riflettuto e coerentemente riconosco che oggi procedere in politica deve essere davvero arduo. Almeno per un vero politico. La gente non ci crede più, e la gravità è che accade ad ogni livello sociale.

Vi voglio ringraziare

 
Ringrazio chi c’era oggi pomeriggio, e ringrazio chi non si sarà fatto spaventare, e ci sarà ancora la prossima volta, magari portando qualche amico.
Ringrazio tutti voi che stringete con me questo “patto della responsabilità”, che con me scegliete di non lamentarvi ma di ricostruire, di non morire di qualunquismo, cinismo, nichilismo, ma di tirare avanti con una certa allegria, con quella disinvoltura determinata che è segno sicuro di carattere, consapevolezza, capacità.

Occupare il nostro posto

In  base a quale follia noi autorizziamo noi stessi a chiamarci il centro, e a compatire il resto del mondo come periferia?

Quale malsano squilibrato orgoglio ci fa vedere nei Paesi terzi, cioè extracomunitari, dei soggetti bisognosi della nostra amorevole cura?

Sono da cinque giorni in Cina (mi capita spesso, ci lavoro da più di otto anni), ho visto questo Paese in lungo e in largo e quasi ogni notte nelle mie 50 missioni ho scritto mail con la televisione accesa a vedere i cinesi come si raccontano, che dicono e cosa pensano di se stessi e degli altri: talk show, giochi a premi, telegiornali, fiction su Mao Tze Dong da giovane, telenovelas in costume medievale e tanti, tanti reportage dal mondo. Dell’Europa, non dico dell’Italia, avrò sentito parlare 2 o 3 volte.E noi saremmo il centro, e loro la periferia. Stanotte, notizie dal mondo: Cina che parla di Africa e africani che parlano di Cina, Xi Jinping che riunisce tutti i partiti comunisti del mondo a Pechino, Trump e i suoi conflitti con l’Fbi e poi Corea del Nord. Fine.

Aquile come polli. Riflessioni sull’impegno dei cristiani in politica

C’è un atto di responsabilità da compiere oggi, e da oggi in poi

Dobbiamo tornare a dire: voglio essere cittadino di questo Stato, voglio fare la mia parte in questa società, specialmente ora che è più difficile crederci, voglio portare il mio peso e aiutare gli altri a portare il loro, voglio dare una forma utile alla mia libertà.

Perché adesso che le abbiamo viste tutte e la misura è colma, con che coraggio rimaniamo seduti, o peggio ci lasciamo andare alla lamentela? Come possiamo fare nostro il cinismo del tanto peggio tanto meglio, e la superficialità del non mi riguarda? Dio non voglia che non sappiamo più svegliarci da questo sonno, triste e in ultima analisi egoista, per ritrovarci domani a chiederci: Io dov’ero mentre tutto quanto cominciava?