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CENTRODESTRA: BASTA ANCHE SOLO IL CENTRO, NO A SPUTI IN FACCIA DA SALVINI di Irene Pivetti

Nessun problema a stare all’opposizione, ma no a farci prendere a sputi in faccia da Salvini per fare il Centrodestra. Si può fare anche solo il Centro’. Quello che non si può tollerare è di stare all’opposizione facendo la corte a Salvini e allo stesso tempo facendosi prendere a sputi in faccia da lui. Non si deve rinunciare alla propria identità per stare spiaccicati alla destra di Salvini, il quale fa i conti senza l’oste moderato. A me turba moltissimo rinunciare alla mia identità. E senza Centro si vedono risultati instabili, come questo governo. C’e’ il tema fortissimo della crescita economica e questo è uno dei punti su cui si deve fare politica. Io personalmente sono fortissimamente determinata a sviluppare temi che l’elettorato moderato chiede di affrontare urgentemente. Non riesco a comprendere perchè Berlusconi accetti di farsi trattare come una fidanzata brutta e insista nel cercare contatti con lui se uno non ti vuole non ti vuole. Salvini sarà riuscito anche polarizzare il consenso, ma io voglio una ripresa orgogliosa del centro moderato che non sia stampella di una destra che si arrocca e fa la faccia cattiva. La lascio ad altri. Io penso che ci sia spazio per una posizione moderata di ispirazione cristiana che includa i grandi temi del pensiero libero economico. Ed è su quello che si deve costruire il consenso.

Dichiarazione per Adnkronos

 

GOVERNO: SORPRENDE CHE SALVINI NON AVESSE PREVISTO OPZIONE PD-M5S di Irene Pivetti

Salvini ha sbagliato tempi e modi e sorprende che non avesse previsto l’opzione di un governo targato M5s-Pd”. Solo lui  poteva far cadere il governo, lui o Di Maio perchè l’esecutivo si trovava in un incastro perfetto, con le due opposizioni impossibili da collegare. Salvini ha scelto di giocarsi questa carta con l’abbaglio del 40%, ma non era difficile prevedere che i 5 stelle avrebbero provato a mettersi con il Pd. D’altronde questa ipotesi era scritta già al momento della firma del contratto. Un contratto, appunto, non un accordo politico. E che ha funzionato visto che si sono concessi un provvedimento a testa. ”. Ma la linea dettata da Salvini porta danni alla Lega, dato che molto del consenso recente viene dall’elettorato moderato che magari non vuole restare schiacciato dalla destra salviniana, ma affrontare temi come la crescita economica che Salvini ha totalmente abbandonato. E qui il leader della Lega ha veramente deluso. Insomma, alla fine è stato proprio Salvini a mettere la palla nel campo dell’avversario..

Irene Pivetti per Adnkronos

ripresa anche da

https://www.liberoquotidiano.it/news/personaggi/13494722/matteo-salvini-irene-pivetti-delusa-sondaggi-abbaglio-40-per-cento-danni-lega.html

https://www.silenziefalsita.it/2019/08/21/crisi-di-governo-irene-pivetti-sorprende-che-salvini-non-avesse-previsto-lopzione-pd-m5s/

L’elettorato moderato non può rimanere a bagnomaria per sempre! Intervento di Irene Pivetti ad Agorà, puntata del 21 agosto.

L’elettorato moderato non può rimanere a bagnomaria per sempre!

Il grande assente di questa crisi di governo è Silvio Berlusconi e soprattutto l’elettorato moderato. Oggi è previsto l’incontro tra i vertici di FI e mi chiedo se saranno in grado di recuperare una leadership seria di tutto quel mondo moderato che nelle elezioni europee è rientrato nell’alveo del PPE.  Si sente la mancanza di un attore come questo che stabilizzi il quadro politico italiano!
Nelle scorse settimane abbiamo assistito a risse, scissioni, spaccature, operazione Carfagna & Co, ma i moderati non sono solo questo. Esistono, sono una forza politica determinata e in vista delle prossime elezioni elettorali è importante che abbiano una casa politica chiara. Da moderato dico che non possiamo rimanere a bagnomaria per sempre!

 

Non escluderei l'elettorato moderato dalla partecipazione ad un possibile nuovo governo. É per questo che insisto sull'importanza dell'incontro di oggi di Berlusconi con i suoi. Se si ha la capacitá di non rimanere arroccati ma aprirsi e dare voce ai grandi temi della forza moderata, quali ad esempio lo sviluppo economico del Paese -universalmente condivisibile- allora una chance esiste ed é reale. L'elettorato moderato non rimarrá a bagnomaria per sempre, bisogna svegliarsi e dare un segnale forte! #live per #agorá

Posted by Irene Pivetti on Wednesday, 21 August 2019

Il grande assente di questa #crisidigoverno é Berlusconi. Riuscirá con Forza italia a riacquisire la leadership e dar voce alla grande forza moderata italiana? In caso contrario é necessario identificare un leader e dare una nuova casa politica ai moderati.Il mio intervento #live per #agorá

Posted by Irene Pivetti on Wednesday, 21 August 2019

Mano tesa di Salvini al M5S: vulnus  profondo. Anniversario del crollo del ponte Morandi e sviluppi della crisi politica: Irene Pivetti ospite ad Agorà puntata 14 agosto.

Mano tesa di Salvini al M5S: vulnus  profondo

Tagliare il numero dei parlamentari ha un valore simbolico molto forte per il  MoVimento 5 Stelle . Perchè ieri Matteo Salvini ha detto di fatto “Vi faccio contenti”??  Il punto è l’impatto politico della scelta di introdurre ieri questo tema,  pur sapendo che si aprono riflessioni sulla costituzionalità di tutti i passaggi successivi. Rappresenta sicuramente una mano tesa ai 5 Stelle, ma sotto c’è un vulnus profondo, si conferma che è un governo nato sulle  contraddizioni e anche nella sua fine è pieno di paradossi.

Tagliare il numero dei parlamentari è un’azione contro il Parlamento? Sicuramente no, significa anzi dargli maggior peso. Chiunque sa che se riduci i numeri dei componenti di una Camera rafforzi i parlamentari che ne faranno parte. Di fatto l’ultimo step della lega ha un significato politico dirompente, ma perché avviare un percorso che si sa difficile da completare?

Per quanto riguarda il futuro del Centrodestra è di fondamentale importanza capire che l’alleanza va riequilibrata. C’è un elettorato moderato che non si sente affatto tutelato e l’area moderata deve essere ricostruita su basi nuove.

Cosa succederà ora?
Ci sono scenari contrastanti, il calendario parlamentare è fissato e Conte può  rimettere o no il mandato. Tutto è nelle mani del Presidente Mattarella, che non è Napolitano e non si esime dal fare rilievi di merito, come sul decreto sicurezza bis.

Penso che la discussione durerà a lungo, e sicuramente quella che resterà sul tavolo è una bruciante emergenza economica. Sarà l’Italia a pagarne le conseguenze

PER IL VIDEO COMPLETO DELLA PUNTATA CLICCA SUL SEGUENTE LINK:

https://www.raiplay.it/video/2019/08/Agora-Estate-575e3301-d97a-4b5d-b42e-43abe0b401b5.html

 

La strategia vincente. Irene Pivetti a “l’Aria che Tira” La 7, puntata del 13 agosto

La strategia vincente

La storia politica di Forza Italia dimostra che è impossibile pensare  di rinunciare al proprio simbolo e al nome di Berlusconi, sarebbe  sicuramente un errore. Il nome di Berlusconi significa  stabilità di rappresentazione dell’area moderata, è la strategia vincente per avere il consenso popolare. Rivendico orgogliosamente la mia decisione di presentarmi come candidato indipendente con Forza Italia alle ultime elezioni europee, perché rappresenta i moderati, rappresenta il partito popolare europeo in Italia. Il tema dell’Europa è fondamentale, non solo per quanto riguarda gli impegni, ma soprattutto per il ruolo che l’Italia può ritagliarsi all’interno della nuova legislatura europea. E’ questa la partita principale per qualsiasi partito, perché è dalle nostre scelte in questa fase che dipenderà il nostro futuro.

Facciamo chiarezza sui tempi lunghi delle decisioni, liquidati troppo rapidamente come un voler rimanere “attaccati alle poltrone” .La Costituzione e i regolamenti parlamentari dettano tempi che possano garantire decisioni ponderate e la partecipazione di tutte le componenti.  I tempi garantiscono libertà, non è  sempre un voler allungare i tempi, almeno per chi fa seriamente il suo lavoro.  Quando la politica poi ha le idee chiare le decisioni si prendono con celerità. Non possiamo nasconderci dietro la necessità di fare la legge di bilancio per non votare.

…a questo punto clicca sul video per rivedere la puntata intera!

https://www.la7.it/laria-che-tira/rivedila7/laria-che-tira-estate-puntata-13082019-13-08-2019-279001

 

In cerca d’autore. Irene Pivetti sulla crisi di governo, ospite ad Agorà puntata del 9 agosto

In cerca d’autore

A ciascuno il suo mestiere. La democrazia ha bisogno di strumenti e di istituzioni che prevedano delle contrapposizioni civili. Sinora siamo stati esposti ad un atteggiamento ostile nei confronti delle istituzioni da entrambe le forze che hanno governato. Tante le differenze, ma identico il metodo, nel recupero del “me ne frego” di mussoliniana memoria. La fretta può nascondere una truffa, diamo credito al fatto che ci sia qualcuno che ha a cuore il bene dell’Italia. C’è da augurarsi che questo clima di fibrillazione porti al recupero del senso profondo del gioco democratico, c’è un’Italia moderata che cerca dei punti di riferimento e che potrebbe fare la differenza ; ci sono tante forze sane, un consenso moderato che si aggrega intorno a centinaia di liste civiche e che cerca un autore.

La crisi di governo. Le vere ragioni? Una è la questione delle autonomie. E’ un tema spinoso per Matteo Salvini, consapevole del fatto che creerebbe profonde tensioni all’interno della suo partito. Se gli togli il “socio dissenziente” il gioco non regge più ed ecco che con cinismo, lucidamente, arriva la decisione di staccare la spina.

La seconda ragione della profonda spaccatura nel governo è l’Europa. E’ appena iniziata una nuova legislatura  e il voto dissonante sulla presidenza della commissione ha chiarito a Salvini che in Europa  ha peso limitato ed è anche isolato rispetto al proprio governo. L’incubo di fine anno? Risolto: i nodi non vengono al pettine se giochi d’anticipo.

La situazione attuale punisce un’economia già in sofferenza, mancano investimenti in infrastrutture, che sappiamo bene è la politica che prioritariamente sviluppa ricchezza. Il decreto per Genova ha destinato fondi, ma non un euro è stato messo per la ripresa delle imprese della zona. Sono più di 150 le piccole e medie imprese che hanno chiuso o sono in crisi.

per rivedere TUTTA LA PUNTATA con gli interventi della Presidente Pivetti e quelli degli ospiti:

https://www.raiplay.it/video/2019/08/Agora-Estate-17ce8644-286b-444d-a210-94629044c99b.html?fbclid=IwAR2LD51yJoPjahNhMdmre5X3jSgFNj9siZoNqcriTETkAYviInsyUHgFRCY

Via della Seta, Irene Pivetti: Only Italia e l’OPA cinese

Via della Seta, Irene Pivetti: Only Italia e l’OPA cinese

Presidente della Fondazione per lo Sviluppo Italia-Cina, ovvero Italy-China Development Foundation, consigliere economico delle città cinesi di Huai’an e Yangzhou, direttore dell’ufficio europeo del Parco Agroalimentare di Yangzhou, presidente della Associazione per l’Amicizia Italia-Cina, fondatrice e presidente di Only Italia, poco meno di cento viaggi in Cina in pochi anni, fondatrice e presidente del nuovo partito politico Italia Madre e altro ancora. Stiamo parlando di Irene Pivetti, un vulcano in perenne movimento e creazione di iniziative in campi tra loro diversi, diventata famosa a suo tempo perché nel 1992 candidata della Lega Nord venne eletta al parlamento e due anni dopo diventò, a soli 31 anni, il più giovane presidente della storia della nostra camera dei deputati. La realtà più importante di fatto è Only Italia, rete di imprese per lo sviluppo degli scambi commerciali tra Italia e Cina, rete che tra Italia e Cina conta un centinaio di propri dipendenti e sedi a Pechino, Shanghai, Haian, Hefei, Yangzhou, Hong Kong, Milano, Roma e Rimini. Irene Pivetti ne è il presidente, mentre il vice presidente è l’avvocato cinese Vittorio Zhu.

Signora Pivetti, quando e perché ha pensato di creare la rete di imprese Only Italia per la promozione in Cina del Made in Italy?

“Quando le nostre imprese hanno incominciato a chiudere per il rapido diffondersi dei prodotti cinesi a bassa qualità e bassissimo prezzo. Era (e resta) una follia, visto che la Cina è anche un mercato di un miliardo e mezzo di consumatori: è pazzesco ed inaccettabile non riuscire ad entrarci, in modo da sostenere qualche punto del nostro PIL. Tuttavia, come capii ben presto, trarre davvero vantaggio dal rapporto con quel mercato è un problema molto serio, e non basta una rete di imprese, per quanto intelligenti e coraggiose. Noi Italiani su quel mercato nn abbiamo reti commerciali come hanno i francesi, non abbiamo supporto pratico dalla nostra diplomazia, come gli inglesi, e il nostro governo non si sogna nemmeno di negoziare quote di fatturato annuale, come i tedeschi. Diamo mandati allo sbsraglio, salvo poi raccontare la favoletta del made in Italy adorato nel mondo, omettendo i dati numerici che, spietatamente, denunciano irrilevanza nostra e del nostro export”.

Perché si chiama Only Italia e non Only Italy, visto anche che si tratta di quello che viene sempre definito Made in Italy e non Made in Italia? 

“Perché amiamo l’Italia e la chiamiamo come la chiamano gli Italiani, e non come i nostri colonizzatori culturali vorrebbero che la chiamassimo. E, commercialmente, Only Italia è veramente un gran bel nome, originale, facile e che fa pensare. Only Italy è mediocre, banale, prevedibile”.

Nello specifico, quali sono le attività di Only Italia?

“Fa prima a riportarle come sono scritte nel nostro sito perché sono suddivise in sette unità, le business units”.

Ecco quali sono e come le elenca il sito:

– Rete, piattaforma commerciale per il made in Italy e le PMI, per una penetrazione organizzata e funzionale nei mercati esteri.
– Arts&Culture, che raccoglie la ricchezza custodita da istituti, enti culturali ed imprese italiane, promuovendo un’offerta culturale integrata.
– Tech&Trade, che si occupa di sviluppare e promuovere cooperazione tecnologica e processi industriali in Cina e altri territori esteri.
– Club, spazio in cui si fondono finanza, tecnologia, innovazione ed arte dando vita ad iniziative culturali e commerciali uniche.
– Real Estare, che gestisce le attività connesse al business immobiliare in Italia e all’estero, come affitto o vendita di immobili esclusivi.
– Customs&Logistics, gestisce le attività professionali, le eventuali problematiche e i servizi di logistica per le aziende aderenti al network.
– Racing, si occupa dell’introduzione della cultura del racing in Cina, tramite lo sviluppo di scuole per la guida sicura ed altre iniziative.

Le sette unità servono a far funzionare al meglio Only Italia, che nel sito viene così definita:

“E’ una piattaforma commerciale e di investimenti, una rete di imprese e servizi per l’internazionalizzazione del commercio, rivolta alle imprese italiane ed europee che intendono accedere ai mercati esteri, con particolare attenzione alla Cina e alla Via della Seta. Siamo nati per favorire il made in Italy e supportare le piccole e medie imprese italiane nell’attività di esportazione facilitando la loro penetrazione organizzata e funzionale nei mercati esteri, il che è utile anche per stabilizzarle”.

Il sito spiega anche un altro particolare importante:

“Only Italia è artecipata da investitori cinesi ed europei. Non solo selezioniamo buyers, distributori, partner commerciali per le aziende che desiderano esportare, ma sviluppiamo  progetti industriali per aziende europee, in funzione della programmazione territoriale di diverse province e città cinesi. E per le imprese che intendono accedere a tali progetti identifichiamo partner investitori, fondi privati ed eventuali condizioni di finanza agevolata”.

Lei è presidente anche della Fondazione per lo Sviluppo Italia-Cina, ovvero Italy-China Development Foundation. Di cosa si occupa?

“Le parrà strano, ma si occupa della realizzazione di attività nei settori dell’istruzione, della formazione, della tutela dei diritti civili. Come vede, non mi interesso solo di business. Con particolare attenzione al diritto del lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni, alla formazione professionale ed allo sviluppo della personalità umana, incentivando le possibilità e le scelte che consentano di svolgere attività e funzioni che con riferimento all’iniziativa economica privata concorrono al progresso materiale e spirituale della società. Inoltre ci occupiamo di attività che promuovano la beneficenza e l’assistenza sociale e socio sanitaria. Oltre alla tutela e la valorizzazione della natura e dell’ambiente promuoviamo anche la tutela e la valorizzazione delle cose materiali ed immateriali di interesse culturale artistico e storico”.

Quante aziende si sono servite di Only Italia finora? 

“Più o meno 350. Ma le associate, comprese nel database, sono oltre 2.000”.

Cosa pensa del progetto della Nuova Via della Seta? 

“È il piu lucido disegno geopolitico dopo la cancellazione della cortina di ferro ad opera di Giovanni Paolo II. Xi Jinping vuole cambiare lo scacchiere mondiale sostituendosi agli Stati Uniti. Se questi controllavano l’Europa attraverso l’Atlantico, e pensavano di controllare la Cina dal Pacifico, oggi la Cina si affranca significativamente dagli USA da un lato, e lancia di fatto un’OPA sull’Europa dall’altro. Non è un atto in se stesso ostile, ma ad avances come queste bisogna rispondere con una buona, meglio se ottima, capacità negoziale. E mentre i Tedeschi lo hanno capito, e lo gestiscono con successo, noi ci lusinghiamo di questo gigante che ci sembra ci faccia la corte, e invece sta solo cercando di tirare sul prezzo mentre ci compra per quattro soldi”.

La Cina procede con la Nuova Via della Seta, la Russia vara il suo grande e ambizioso progetto Razvitie, che correndo parallelo alla Nuova Via della Seta punta a fare della Siberia l’asse portante dello sviluppo non solo economico della Russia e a connetterla con l’Europa.

“Potrebbero essere complementari, forse, se non che da molti decenni i rapporti fra queste due potenze sono da scadenti a pessimi, con reciproca disistima, quindi immaginare una loro collaborazione al momento non mi pare realistico”.

Stando così le cose, cioè con la Russia e la Cina che puntano a connettere in molti modi l’Europa e l’Asia, quasi a unificarle di fatto, non sarebbe meglio che l’Europa…

“Mi scusi se la interrompo: l’Europa non esiste abbastanza per lanciare progetti comuni così ambiziosi. In Europa noi possiamo, ed a mio avviso dobbiamo, essere vigili e capaci di rilanciare sui tavoli bilaterali sino-europei anche l’interesse italiano, che poi vuol dire mediterraneo e meridionale. Figuriamoci, con i tedeschi che fanno coi Cinesi ormai da tempo l’asso pigliatutto, e li inducono a pensare che l’Europa coincida con la Germania, una iniziativa europea nemmeno ci conviene. Non fino a che, per lo meno, riusciamo ad essere piu protagonisti in Europa a nostra volta. Supportando la Nuova Via della Seta con gli scali di Genova e Trieste potremmo per esempio porre fine all’assurdità di doverci servire di treni della Germania per le merci italiane destinate alla Cina e per le merci cinesi destinate all’Italia. E’ stato strombazzato il polo logistico integrato di Mortara, nel Pavese, ma si tratta di un bluff: è partito per la Cina un solo treno, con 17 vagoni pieni e 23 vuoti. Una cosa che per l’Italia ha creato solo discredito”.

Ha nostalgia della politica e del parlamento, lei che è stata il più giovane presidente che la Camera abbia mai avuto?

“Credo di non aver mai smesso di fare politica. Anche con altri mezzi, per esempio promuovendo anche con la mia attivitá economica una mole immensa di lavoro istituzionale, culturale, sociale. Inoltre oggi, da quasi due anni guido Italia Madre, un partito indipendente, di ispirazione liberale e cristiana, perché diventi uno degli elementi di stabilizzazione e di nuova aggregazione del consenso moderato. Stiamo lavorando”.

Berceto diventa la sede de Centro studi sul pellegrinaggio

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Gemellaggio tra la Via Francigena e la via della Seta, Irene Pivetti ne parla  sulla Gazzetta di Parma

LA TAV PORTA FORTUNA: DA QUANDO CONTE HA DETTO SI ALLA TAV, IL SUO CONSENSO SALE FINO AL 56% (GHISLERI)

Assoferr plaude al premier Conte, che dopo tante ponderate riflessioni ha finalmente espresso il suo consenso, ci auguriamo convinto, al completamento della TAV. Questa indispensabile opera infrastrutturale ci auguriamo possa d’ora in poi procedere senza u lteriori intoppi, per il bene del nostro paese, ed in particolare del nostro sistema produttivo. Assoferr si limita per il momento a registrare che l’uomo il cui ipotetico partito solo la settimana scorsa non avrebbe raggiunto il 2%, stasera, dopo l’annunc io della saggia decisione, surclassa anche il popolarissimo Salvini, che stanzia sul suo sempre importante 40%. Quale la morale? Fare le scelte giuste, per far crescere l’Italia e le sue imprese, fornendo la Penisola delle infrastrutture necessa rie, fa bene all’economia ma anche alla carriera politica. Ora manca solo un dettaglio: spiegarlo al ministro delle infrastrutture.

Irene Pivetti, Presidente Assoferr

La logistica del Friuli Venezia Giulia a confronto in Interporto di Gorizia – Sdag con Irene Pivetti, presidente di Assoferr

http://www.ilnautilus.it/trasporti/2019-07-19/la-logistica-del-friuli-venezia-giulia-a-confronto-in-interporto-di-gorizia-%E2%80%93-sdag-con-irene-pivetti-presidente-di-assoferr_64709/

Gorizia e Interporto Sdag oggi al centro della logistica del Friuli Venezia Giulia. I principali player del sistema regionale si sono confrontati questa mattina in Sdag con il presidente di Assofer, Irene Pivetti. Un incontro che è il punto di partenza di un dialogo continuo con il Friuli Venezia Giulia per l’associazione che ricomprende gli operatori ferroviari e intermodali del Paese.

<Sdag – ha detto in apertura il presidente Giuliano Grendene – ha inteso organizzare questo tavolo di lavoro non appena avuta dal Comune di Gorizia, in particolare dal sindaco Rodolfo Ziberna e dall’assessore Dario Obizzi, la disponibilità del presidente Pivetti. Ed è stata sia una opportunità davvero unica per tutti gli operatori regionali coinvolti, sia la condivisione della necessità di dare pieno sostegno alla velocizzazione della lunetta ferroviaria dell’Interporto Gorizia>.

All’incontro hanno preso parte l’ Interporto Cervignano, con il presidente Lanfranco Sette e il direttore Aldo Scagnol; il Gruppo GECT – Commissione Trasporti, con Alessandro Puhali; Confindustria FVG, con il direttore Massimiliano Ciarrocchi e la direzione Interregionale Dogane Veneto e FVG con il direttore Davide Bellosi e Umberto Figliuolo per gli uffici delle Dogane di Gorizia; il Comune di Gorizia con il Sindaco Rodolfo Ziberna e l’assessore Dario Obizzi; l’ Azienda Speciale Porto di Monfalcone e la Camera di Commercio Venezia Giulia con Gianluca Madriz; l’Interporto di Trieste con il presidente Giacomo Borruso e Fabio Predonzani, sales and operation manager; Inrail Spa con il direttore Commerciale Lucio Gentile; l’Interporto Centro Ingrosso Pordenone con l’ad Giuseppe Bortolussi; la Camera di Commercio Pordenone-Udine con il consigliere Rodolfo Flebus e i rappresentanti dell’associazione spedizionieri ASPT ASTRA e dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale.