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Irene Pivetti a Tagadà, La 7: il Centrodestra deve ritrovarsi, urge rilancio dell’economia italiana

Roma, 04 Novembre 2019 Irene Pivetti sul Centrodestra-

“Non esiste più e l’area moderata è la grande sconfitta di questa stagione. Guarderà a Renzi? Una parte dell’area moderata sicuramente sì, ma non tutta. E’ stata tenuta a stecchetto vent’anni con questo bipolarismo all’italiana, che ha tentato di opprimere la forza centrista e che ha generato il fenomeno dell’astensionismo. Da un punto di vista politico sarà interessante vedere se questo centrodestra si riequilibra o meno, come francamente mi auguro, perché il consenso moderato esiste e non è detto che passi tutto all’area renziana se non c’è feeling. Il vero tema comunque è la re-industrializzazione dell’Italia e il rilancio dell’economia: bisogna portare le imprese a esistere e resistere, creando utili e mettendole nelle condizioni di poter sopravvivere alla tassazione. Rischiamo di doverci azzuffare tra noi per gli ultimi bocconi di cibo serviti in un piatto sempre più piccolo, e la crisi dell’Ilva ne è solo uno degli ultimi esempi. Questa deve essere la priorità per chi governa e anche per l’opposizione.”

L' area centrista e moderata é stata ignorata per molto tempo, anche se ineliminabile. Vedremo cosa accadrà al futuro #centrodestra, noi come italia Madre ci siamo. #Renzi? Si, aria di centro ma tocca vedere quanto sia compatibile con le altre aree. La vera emergenza per l'Italia é una politica industriale efficace che produca utili e risorse. Il mio intervento a Tagadà

Posted by Irene Pivetti on Monday, 4 November 2019

Sulle elezioni in Emilia Romagna dichiara: “La partita in Emilia Romagna sarà molto importante, perché è una regione molto pesante da un punto di vista politico ed economico. Il test in Umbria è stato un clamoroso errore di comunicazione per la sinistra, perché ne ha fatto un test nazionale lasciandosi condizionare eccessivamente, alla D’Alema quando perse le elezioni regionali. L’Emilia è una regione strategica per lo sviluppo industriale ma anche infrastrutturale, essendo l’unica regione d’Italia attraversata da due dorsali ferroviarie rilevanti sia nella parte orientale che occidentale. Su Bonaccini? Se vuole restare in sella non basta che dica le cose belle che ha fatto, ma deve essere particolarmente persuasivo nell’indicare una strategia futura, concreta e non fatta di logiche di posizionamento, funzionanti solo nei salotti televisivi: qui parliamo del futuro delle famiglie e delle aziende – Sulla Bergonzoni: “Paradossalmente l’ipersemplificazione che deriva dall’appiattimento dell’area moderata potrebbe rivelarsi un asso nella manica per la Bergonzoni”.

#EmiliaRomagna: la sinistra troppo condizionata dalla sconfitta in #umbria, #bonaccini deve parlare concretamente delle intenzioni future, non solo del suo operato. Per la #bergonzoni sarà un vantaggio la mancanza della forza centrista e moderata di #centrodestra o alla fine si rivelerá una beffa? Il mio intervento per Tagadà

Posted by Irene Pivetti on Monday, 4 November 2019

Nelle mani di Conte… ma dove è finito il centrodestra? Irene Pivetti – Puntata Agorà 29 Agosto

i temi affrontati in questa puntata di Agorà sono stati diversi e scottanti.

Sicuramente il tema forte è quello del centrodestra: con chiarezza la lega ha fratturato il centrodestra, nel momento in cui ha fatto il governo con l’M5S utilizzando dei voti degli elettori moderati. Ecco, in quel preciso istante il centrodestra come lo abbiamo conosciuto noi é finito! C’é bisogno di un nuovo protagonismo, che superi l’idea attuale e che dia nuova linfa agli elettori moderati, e di un centro che gli dia voce con una formula più aggregativa e seria ripartendo dai contenuti reali e dai territori. Allora forse ci sará una chance concreta per un nuovo centradestra, basta con queste minestre riscaldate! Ma non solo, adesso si andrà incontro al governo Conte bis, il cosiddetto governo giallo-rosso. Tante polemiche sono state sollevate riguardo questa “nuova formazione”, come se non seguisse le normali procedure costituzionali e legislative. Bene, mi sono sentita di fare chiarezza su un punto fondamentale.

Non facciamo confusione: un conto è l’indicazione politica di maggioranza delle urne, un’altra cosa è che il Presidente del Consiglio incaricato o qualsiasi altro membro dell’esecutivo debba essere anche membro del Parlamento: questa è una grave scorrettezza grammaticale! Un conto, ripeto, è l’indicazione politica di una maggioranza, e su questo sono d’accordo che la costituzione cartacea è diventata un po’ diversa nella sua applicazione materiale, ma i membri dell’esecutivo non devono necessariamente essere eletti nel Parlamento, questa è una questione completamente diversa dalla formazione delle maggioranze. Questo va a colpire un tema molto importante, perché credo che in questa fase sia molto sbagliato indicare delle figure per forza tecniche e non politiche; membro del Parlamento è una cosa, ed esponente politico è un’altra! Abituiamoci a pensare alla democrazia con tutti i suoi strumenti, altrimenti saremmo in preda, più che al populismo, all’ignoranza. Ma in questo mare magnum, ho cercato di trovare anche un aspetto positivo, e sollevare un tema molto importante.

Il tema unitivo tra le due forze di governo -sviluppo economico e ambiente- sembra essere un tema interessante e sfidante, purché non si risolva nel trasformare l’Italia in un’oasi del wwf. Se ciò serve a reinterpretare lo sviluppo e gli investimenti economici tenendo conto dell’impatto ambientale, mi sembra un fattore estremamente positivo. Ad esempio una delle questioni che purtroppo hanno provocato disastri in italia, cioè il difetto di investimento in infrastruttura ferroviaria rispetto a quella stradale che è stata una delle concause della tragedia del ponte di Genova, potrebbe trovare in questo approccio un forte alleato, perché l’impatto dei costi esterni ambientali di un certo tipo di infrastrutture è molto più basso rispetto ad altri. Quindi un approccio vicino ai contenuti e a una vera efficacia di questi investimenti sarebbe una bella risposta agli imprenditori che in questo momento hanno bisogno di porre soluzioni concrete alle loro domande.

Per il resto, siamo nelle mani di Conte…

per rivedere la puntata:

https://www.raiplay.it/video/2019/08/Agora-Estate-1ec8900d-581c-453e-8ffc-5ab1d8929d4b.html

Irene Pivetti ai microfoni di Radio Cusano Campus: “Credo nel PPE, voglio un’Europa moderata”

Irene Pivetti (Fi): “Credo nel PPE, voglio un’Europa moderata”

 

Irene Pivetti, candidata con Forza Italia alle elezioni europee, è intervenuto a Radio Cusano Campus. Sulla sua candidatura alle Europee con Forza Italia ha detto: “Sono molto contenta di questa candidatura, sono grata ad Antonio Tajani per avermi chiamato. Sono nata nella Lega e non rinnegherò mai la mia stagione in quella Lega che portava avanti valori del federalismo e della libertà economica, oggi invece la sicurezza ha preso talmente il sopravvento che la Lega è diventata un partito di destra”.

“La Lega di allora era un partito estremista di centro. Adesso la priorità assoluta è il contrasto alla povertà, quindi dobbiamo mettere chi genera benessere e sviluppo nelle condizioni di farlo, aiutare le imprese”.

“Queste sono elezioni europee, io credo nel PPE voglio un’Europa moderata e rafforzare il PPE che in Italia è rappresentato da Forza Italia. La Lega rappresenta quelli che l’Europa la vogliano disfare. L’Italia ha bisogno di far parte di una realtà più grande, dobbiamo fare dell’Europa quello che deve essere, cioè casa nostra. Oggi gli elettori votano in maniera diversa su diversi livelli di rappresentanza. A livello nazionale la situazione è quella che vediamo, abbiamo un governo carioca, anche nel senso del fantasista del calcio che fa cose creative ma alla fine le prende anche. In Europa abbiamo un altro scenario da mettere in campo, dobbiamo riformare il PPE perché chi ha governato in Europa finora ha fatto tanti errori anche per l’assenza del contributo italiano. Basta stare fuori dalla porta a mendicare che ci spostino un parametro, cambiamoli questi parametri”.

Sul memorandum d’intesa con la Cina. “Abbiamo fatto bene, anche se abbiamo firmato un brodino allungato, che ha solo un valore simbolico. Poi i contenuti di quegli accordi sono abbastanza risibili. In questi mesi ho sentito tante sciocchezze di persone che si dicono esperte di Cina perché hanno mangiato gli involtini primavera. Tutti quelli grossi vogliono colonizzare il resto del mondo, queste sono le dinamiche della storia. Il punto è, noi che siamo piccoli, come possiamo preservare il benessere del mio popolo? Mi siedo a questo tavolo, ma guai a chi si permette di svendere gli asset nazionali. Qualunque entrata tu fai nel mio Paese deve essere a beneficio del mio Paese. Come italiani dobbiamo assumere in Europa la leadership delle relazioni con la Cina”.

Sul possibile ritorno della Lega nel centrodestra. “In politica non si può mai dire cosa può succedere perché nessuno aveva scommesso su un governo Lega-M5S. Io dico che sarebbe necessaria un po’ più di cultura politica, consapevolezza di come funzionano le istituzioni e a che cosa servono. Cultura politica vuol dire consapevolezza del ruolo serio delle istituzioni. Non si può continuare ad andare avanti col sistema del governare per decreti, non c’è più una legge fatta dal Parlamento negli ultimi 20 anni”.

Su Salvini. “Salvini l’ho conosciuto quando abbiamo fatto le amministrative di Roma, prima non lo avevo mai conosciuto. L’ho visto crescere in questi anni televisivamente. E’ molto efficace nella comunicazione, ovviamente ciascuno ha il suo stile e anche il suo target d’età. Io ho un’età diversa e quindi forse le persone che guardano a me frequentano meno i social rispetto a quelli che guardano a Salvini”.

Irene Pivetti: perché la questione Ucraino-Crimeana ci riguarda da vicino

Sono venuta in Crimea per la prima volta in occasione di questo Quinto Forum Internazionale di Yalta. Devo essere onesta: nessuno mi ha fatto pressioni per non venire, semmai qualcuno ha provato a scoraggiarmi, con parole del tipo “non farti coinvolgere in un problema come quello”.

Ma questo argomento non regge, perché noi tutti, e noi Italiani in particolare, siamo giá coinvolti, ed in modo molto grave, dalla crisi Ucraino-Crimeana. Infatti, da quando l’Unione Europea ha deciso di comminare le sanzioni alla Russia, centinaia di migliaia di aziende italiane piccole e medie, centinaia di aziende grandi,

e persino decine di marchi storici del made in Italy sono stati costretti a chiudere o a vendere, con terribili conseguenze per la nostra economia. Intere regioni, che avevano nel mercato russo il loro principale cliente per la moda, il design o il turismo, sono state impoverite senza rimedio, come le Marche, la Sardegna, buona parte del Veneto e della Lombardia, e chi ha cercato una alternativa nel mercato cinese è spesso rimasto scottato da un secondo fallimento. Perciò sì, mi faccio coinvolgere, perché un politico vive per il suo popolo, e il mio popolo ha giá sofferto tanto per queste sanzioni.

Anzi, l’Italia ha sofferto un tale danno da questa vicenda che spesso mi sono chiesta se le sanzioni fossero davvero contro la Russia, o non contro l’Italia, anche a causa delle rappresaglie russe sull’export di cibo e vino attraverso il suo territorio, che impongono un’ulteriore limitazione alla nostra economia.

Ecco perché, nonostante siano ancora in vigore le sanzioni dell’Unione Europea, ed anzi proprio per questo, ho scelto di partecipare di persona al

forum di Yalta, per vedere con i miei occhi il paese, e per incominciare a capire da vicino le complessità di questa crisi.

Bisogna inoltre aggiungere che le sanzioni attualmente in vigore scadono a giugno, e che il nuovo parlamento europeo sará chiamato a decidere del loro rinnovo. A maggior ragione dunque, in quanto candidata, ritengo mio dovere formarmi una opinione ben documentata su questo tema, cosi come su tutte le principali questioni critiche aperte di fronte all’Europa.

Ora voglio dirvi che cosa ho visto: un paese molto bello, che vuole crescere, e crescere in fretta, una grande determinazione ad essere aperti verso il mondo, ed una chiara coscienza che per raggiungere questi due obiettivi la strada non sarà facile. Sono convinta che l’Italia potrebbe essere un grande alleato in questo percorso, anche per la naturale inclinazione del nostro Paese, e la dimostrata capacità in molti scenari di crisi negli ultimi quaranta anni, ad azioni di mediazione, alla composizione dei conflitti, in nome della tutela dei diritti e delle identità.

Ora la domanda che io faccio, ai miei colleghi europei, ed in particolare agli Italiani, è: per quale motivo dovremmo astenerci da una partita che ci vede

già pesantemente coinvolti, per quale motivo non dovremmo cercare di incidere positivamente, per offrire al nostro popolo, in amicizia con il popolo russo, una soluzione diversa dallo scontro, una soluzione negoziale e pacifica, in cui le ragioni di tutti, Ucraina compresa ovviamente, vengano messe intorno ad un tavolo, perché i nodi siano sciolti e la pace ritrovata?

Siamo popoli civili, siamo persone buone, e per molti di noi, sia pure in modi diversi, con religioni diverse, l’ultima frontiera è il cielo: mi pare davvero impossibile che l’odio e il rancore debbano avere l’ultima parola.

Ci siamo: evento del 19 dicembre “A cena con la Presidente” – Italia Madre Milano

Irene Pivetti presenta l’evento prenatalizio “A Cena con la Presidente” nella sede milanese del partito Italia Madre, ecco le sue parole:

“Italia Madre Milano è una realtà giovane, dinamica fatta di persone creative e competenti che si sono messe a disposizione del progetto e del fare, per crescere insieme e affrontare compatti la politica del futuro; primo tra tutti il nostro Coordinatore di Milano Marco Civiltà nel quale ritroviamo l’energia e la volontà di voler realmente cambiare le cose dando vita a idee e proposte concrete.

L’evento organizzato per il 19 dicembre nella nostra sede di Italia Madre Milano, è un‘occasione per conoscerci meglio, confrontarsi e ricordarsi chi siamo e cosa vogliamo per questo Paese. Abbiamo voluto costituire il partito Italia Madre dando una forma organizzata e ben strutturata su tutto il territorio nazionale, perché siamo convinti che la politica vada fatta sul campo attuando una sinergia concreta tra tutti gli attori del sistema politico. Siamo qui per dirvi che vogliamo esserci con tutte le nostre forze, ritornando a essere la politica dei fatti e della responsabilità. Vogliamo persone che ci mettano la faccia, che siano disposte a lottare per avere voce nelle istituzioni e poter cambiare davvero.

Avremo tra gli ospiti della serata dei noti brand italiani di alta moda che sfileranno per noi, per mostrare come la nostra Italia sia ancora piena di qualità e risorse. Il made in italy è per noi un valore e una cultura fondamentale da difendere e diffondere nel mondo come best practice, valore che troppo spesso è stato deturpato e sottovalutato dai governi italiani, e mi auguro davvero che al governo attuale questo non passi inosservato. A tale riguardo avremo anche una testimonianza significativa di una delegazione RSU (Rappresentanza Sindacale Unitaria) dell’azienda Pernigotti, che interverrà proprio su questo punto, ricordando il licenziamento di centinaia di operai che sono stati costretti a dire alle loro famiglie di non avere più un lavoro dopo la chiusura dello stabilimento e cessione del brand ai Turchi: un cioccolatino per noi davvero amaro.

Il messaggio che deve passare – conclude- è quello di voler attuare delle politiche serie e costruttive che facciano riemergere l’economia italiana e l’imprenditoria locale, usufruendo di servizi migliori che permettano all’Italia di ritornare ad essere il Paese forte e rispettato che merita.

*La Stampa è invitata a partecipare* Durante la serata verrà declinato un tema molto importante per noi, il made in italy, attraverso diverse forme d’espressione come sopra descritte, perché vogliamo mostrare  le diverse facce della stessa medaglia, di un made in italy che se valorizzato può essere un modello ancora competitivo, forte ed esportabile. Senza delle tutele concrete al mondo delle imprese, è difficile far ripartire l’economia italiana e facile svalutarla e svenderla all’estero.

*prenotazione e accreditamento consigliati a info@italiamadre.it / 3298524865

 


 

Evento “A cena con la Presidente” – Italia Madre Reggio Emilia – 4 dicembre

——Stasera——

La Presidente Pivetti sarà a Reggio Emilia per la cena politica organizzata da Italia Madre Reggio Emilia. 

Presso la splendida cornice di “Sali e tabacchi” si confronterà con stampa, sostenitori e cittadini per un dialogo e una conoscenza costruttiva e proficua sugli argomenti cari al territorio reggiano.

**solo su invito**

Per accreditarsi come stampa: 3336567453

VI ASPETTIAMO!

Uomini e donne dalla stessa parte: si combatte insieme – Intervista a Irene Pivetti per LetteraDonna (Elle)

Quali sono i valori e gli obiettivi di Italia madre?
Rilanciare l’Italia e riportare il nostro Paese nuovamente al centro del Mediterraneo e dell’Europa. Parte dell’intervista di LetteraDonna (in collaborazione con ELLE) su obiettivi e proposte di Italia Madre. In materia di pari opportunità, la Presidente Irene Pivetti più che dire basta alle battaglia per i diritti delle donne, afferma che finalmente possiamo archiviare l’approccio conflittuale e concentrarci sulla costruzione di un bene comune, senza distinzioni di sesso. Uomo e donna devono guardare insieme verso un’unica direzione. #womenempowerment#donne #italia #politica

https://www.letteradonna.it/it/articoli/conversazioni/2018/11/29/irene-pivetti-italia-madre/27225/?fbclid=IwAR2ApuZd_DL73bjGct084SIvcnjGmcM5An6ozGMYpHCAtnTFMKe6o88NE8I

 

Irene Pivetti in corsa alle Regionali e alle Europee con il nuovo partito Italia Madre – La Repubblica

L’ex presidente della Camera torna in campo: “Credo che il centrodestra debba ripensare molte cose. Saremo indipendenti da Lega e Forza Italia. La nostra priorità è lo sviluppo economico. Né sovranisti né populisti: identitari”

Onorevole Pivetti, ha fondato un nuovo partito che si chiama Italia Madre. Il 4 dicembre lo presenta a Reggio Emilia. Dove pensa di arrivare? 
“È da un po’ che esiste. Abbiamo depositato il simbolo al Viminale alle recenti politiche ma non siamo riusciti a raccogliere le firme. Era un test ed è stato utilissimo per avviare la struttura dell’organizzazione. Ora siamo presenti in molte regioni”.

Ma la donna rappresentata nel simbolo chi è?
“È l’Italia turrita, quella classica, che stava sui francobolli. L’abbiamo scelta perché è il simbolo usato fin dal VI secolo da una prima Lega italica dei popoli che coniò una moneta con l’effigie di questa donna. In epoca comunale si aggiungeranno le torri ed uno degli archetipi dell’Italia”.

Dunque, vedremo questo simbolo alle prossime elezioni?
“Certamente. Ci presenteremo alle Regionali, dove si voterà, e poi alle Europee”.

Un post di un suo iscritto dice che volete rompere il consociativismo politico italiano. Allora non state né con il centrodestra né con il centrosinistra?
“Un momento. Bisogna spiegare. Italia Madre è sicuramente di centrodestra. Noi nasciamo da quel filone culturale. E d’altra parte è noto che io vengo dalla Lega e alla Lega continuo a sentirmi nella sostanza vicina. Ma bisogna chiarire alcune cose. Oggi la Lega è un partito d’ordine e questa è una cosa molto bella. Ma io ritengo molto importante mettere l’accento sullo sviluppo economico. L’esigenza primaria dell’Italia oggi è questa”.

Irene Pivetti in corsa alle Regionali e alle Europee con il nuovo partito Italia Madre

Irene Pivetti è diventata presidente della Camera nel 1994. Nella foto è con l’allora capo dello Stato, Oscar Luigi Scalfaro

Nel 2016 si è candidata alle comunali di Roma con Noi per Salvini. Ma sta dentro la Lega, vicino alla Lega, affiancata alla Lega?
“Io vengo da quella radice, lo ripeto, ma Italia Madre è un partito del tutto indipendente. In questo momento noi abbiamo rapporti con la Lega, ma anche con altri pezzi del centrodestra. Con Forza Italia c’è un rapporto ottimo. Non siamo una parte della Lega”.

Vista la situazione politica, almeno a stare ai sondaggi, le sembra un buon momento per creare un nuovo partito?
“Credo che il centrodestra abbia molte cose da ripensare. La Lega oggi ne assorbe grande parte e lo fa anche bene. Ma ci sono anche molti temi che sono rimasti in ombra. Anche perché ci sono stagioni e stagioni e oggi Forza Italia sta vivendo una fase di riflessione. Credo che il centrodestra, ma anche l’Italia, abbia bisogno di più identità”.

Ma nel sito di Italia Madre c’è anche la parola europeismo…
“Guardo l’Italia dall’estero e la vedo troppo piccola per restare da sola. Siamo europeisti di necessità. Non apprezziamo questa Europa così fiacca e nello stesso tempo predona, schizofrenica nel colpire gli Stati e le libertà. Siamo per un’Europa molto più forte politicamente, dove le identità nazionali e infranazionali siano più forti. Oggi l’Europa è un grande equivoco. Non credo però in quelli che pensano che bisogna buttarla via”.

Nella presentazione della manifestazione di Reggio Emilia si parla di “terra matildea”. Un richiamo a Matilde di Canossa, grande donna guelfa. Lei apparve sulla scena politica e fu bollata come “vandeana”. Torna sulla scena come paladina di certi valori cattolici?
“Non c’è un ritorno di fiamma per certi valori perché non si sono mai spenti. C’è sicuramente molta più maturità e ponderazione. Io sono profondamente persuasa del bisogno di recuperare radici e valori. Anche storici. Elementi che costituiscono un’identità di cui anche la fede fa parte. Io sono cattolica e non lo nascondo. Ha senso che vadano declinati in politica, in maniera intelligente e non in maniera confessionale. E un punto di riferimento è la dottrina sociale della Chiesa”.

Matilde di Canossa tenne tre giorni l’imperatore Enrico IV fuori dal suo castello. Lei chi lascerebbe fuori dalla mura?
“Chi non ha rispetto del popolo con tutto il suo portato di dignità, di identità e di cultura”.

Lei è sovranista?
“Un falso problema. Io non sono sovranista, ma neanche europeista, intesa come la melassa finanziaria che ci avvolge. Io sono invece identitaria”.

È populista?
“Come diceva Bossi, mi sento popolana. Noi questa vicenda la stiamo vivendo in maniera molto provinciale come portato della Le Pen che a me va molto stretta. Sentirmi definire con degli aggettivi che sono suoi anche no!”.

 

per l’articolo online:

https://www.repubblica.it/politica/2018/11/21/news/irene_pivetti_italia_madre-212191456/?fbclid=IwAR02tnqDHgLpjUCoZrOlyfxnG8N9gpWGbureTHl0GG1vid7HWOFaEflqI4w

Radio Radicale: video Irene Pivetti e Krzystof Szczerski per la presentazione del libro “Un nuovo dinamismo per il sistema europeo”

https://www.radioradicale.it/scheda/554841/presentazione-del-libro-di-krzystof-szczerski-un-nuovo-dinamismo-per-il-sistema?fbclid=IwAR2lkIq5xmAi0WiAC8ItbVg09_W1olk8KF7lNUfS3UImY-ospV480CFAULU

 

 

 

Irene Pivetti ospite questa mattina ad Agorà, per parlare di governo M5S-Lega

“Impensabile risollevare le sorti dell’Italia dando denaro in tasca, il reddito di cittadinanza è capace solo di generare una serie di abusi”.

Irene Pivetti  in onda questa mattina ad Agorà,